Flash mob anche su Fb per riaprire l’hospice – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. C’è un luogo fisico, davanti al cancello dell’ospedale Zonchello, zona Quadrivio, ingresso di Nuoro, e c’è un orario: le 11.30 di oggi. Ma c’è anche un luogo virtuale, ossia la bacheca di Facebook di ogni amministratore comunale, ma anche di chiunque voglia aderire, dove la richiesta di riapertura dell’hospice di Nuoro si può manifestare. L’orario è sempre quello, le 11.30, ma in realtà la mobilitazione per sollecitare la riattivazione del servizio negli spazi dello Zonchello (le cure domiciliari vengono garantite) può essere declinata in diversi modi e a tutte le ore.

Il flash mob lo ha proposto il gruppo consiliare Italia in Comune, e sta ricevendo una incredibile quantità di adesioni, per una battaglia che sarebbe sbagliato derubricare agli stretti confini del capoluogo. L’hospice infatti ha aperto le sue porte e ha accompagnato nel percorso di fine vita tante persone da ogni parte dell’isola. Ha sostenuto i pazienti sollevandoli dalle sofferenze e dando loro modo di trascorrere con dignità i loro giorni più difficili. E con loro, ha dato ai familiari un paracadute emotivo e psicologico per affrontare le lacerazioni dell’assistenza a un proprio caro che va via.

La situazione però è precipitata qualche settimana fa. L’unità operativa di Cure palliative negli ultimi anni ha operato con al massimo quattro medici. Dei tre medici palliativisti che con nove infermieri, otto operatori socio-sanitari, un’ausiliaria e due psico-oncologhe gestivano il reparto di dieci posti letto, un’area di day-hospice e di un ambulatorio per le cure palliative, è rimasto in corsia un unico specialista. La conseguenza è stata la chiusura del reparto mentre gli altri servizi, le cure domiciliari ai pazienti, sono stati assicurati, pur tra mille difficoltà.

«Abbiamo ricevuto il sostegno di tanti sindaci, proprio di recente quelli ogliastrini ci hanno fatto sentire la loro presenza. E il presidente dell’Anci, Emiliano Deiana, ci è stato di grande supporto», sottolinea Sebastian Cocco, presidente del Consiglio comunale e esponente di Italia in Comune. Ma, attenzione, «non andremo con simboli di partito, questa è una lotta di civiltà e in difesa di una buona sanità, non solo per Nuoro. Tutti sono benvenuti, non ci sono steccati». Tutti, non importa che colore abbiano: non c’è nulla di più trasversale del dolore. Quel che conta è agire per mantenere attivo un servizio che funziona.

Da qualche giorno, in città, sono comparsi in più punti alcuni striscioni che riportano la richiesta di riapertura dell’hospice. L’iniziativa è di Liberu. E sul web, la petizione lanciata da Silvia Meloni sulla piattaforma Change.org che chiede all’Ats e al presidente della Regione, Christian Solinas di riaprire la struttura ha quasi raggiunto 15mila firme.

A fine marzo, la deputata Mara Lapia (Centro democratico) aveva chiesto al ministro della Salute un intervento su Regione e Ats per risolvere le criticità riguardanti proprio la carenza di personale. La stessa deputata, qualche giorno fa, ha presentato un esposto in Procura. «La sospensione dei ricoveri si configura come una violazione della legge 38 del 2010 che inserisce le cure palliative tra i Livelli essenziali d’assistenza, non è solo uno schiaffo alle sofferenze dei malati in fine vita e ai loro familiari».

Qualche giorno fa, la commissaria straordinaria della Assl Gesuina Cherchi ha annunciato quello che – almeno in teoria – sembrerebbe delinearsi come la soluzione del caso. «La graduatoria dell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari è stata sbloccata. A Nuoro arriveranno quattro pneumologi: due di questi andranno all’hospice». Significherebbe riaprire il Centro. Ma ancora questa soluzione è rimasta sulla carta. E le porte dell’hospice, chiuse. Oggi il flash mob.

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