Ferrai cercava il figlio ma trovò solo la morte – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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CAGLIARI. «Nino Ferrai venne da me al commissariato il 23 settembre 2004, mi parlò della scomparsa del figlio Marco Mariano, due giorni prima. Gli chiesi se voleva fare una denuncia, mi rispose che era già stato dai carabinieri. La mia impressione è che cercasse informazioni»: così Francesco Murgia, sovrintendente di polizia in pensione, davanti alla Corte d’Assise presieduta da Tiziana Marogna. Chiamato a testimoniare dal pm Danilo Tronci per fare luce sulla sparizione di Marco Mariano Ferrai e la successiva fine dei genitori, ammazzati a fucilate il 3 dicembre successivo nel terreno di Basaura, l’ex poliziotto ha risposto anche alle domande dell’avvocato Paolo Pilia servendosi di vecchi appunti, che sono agli atti del procedimento. In pochi minuti Ferrai, accompagnato dal padre dell’ex fidanzata del figlio, fece in tempo a riferire al poliziotto quello che alla scorsa udienza è stato raccontato dalla figlia Angela: il 21 settembre 2004 Marco Mariano uscì con Cesare Balzano e da quel giorno non c’è stata più traccia di lui. Balzano disse di averlo lasciato in un bar di Tortolì, dove però nessuno ricorda di averlo visto. Il sovrintendente Murgia non restò con le mani in mano: prima uno sguardo al fascicolo di Marco Mariano Ferrai, subito dopo ai casi e alle persone che in qualche modo potevano essere collegati al giovane scomparso. Il sospetto – per la Procura più di un sospetto – è che la sua sparizione e la successiva eliminazione dei genitori – sia legata alla sua partecipazione, il 21 settembre 2004, alla rapina che fruttò 13 mitragliatori Beretta, 22 caricatori e altra attrezzatura militare consegnata da un piantone sotto la minaccia delle armi. Per la morte di Marco Mariano Ferrai non ci sono imputati al processo sui misteriosi delitti d’Ogliastra – dal 2000 al 2019, sette persone a giudizio, sullo sfondo l’assalto al distaccamento militare di Bellavista, ad Arbatax, due omicidi accertati, due tentati e una lunga teoria di rapine – mentre dei due presunti assassini di Nino Ferrai e Mariangela Bengoni, i genitori dello scomparso, è accusato l’arzanese Luigi Piras (48 anni) perché Cesare Balzano è stato ucciso a sua volta il 4 agosto 2019 con un fucile calibro 12. La Corte ha sentito anche la testimonianza del maresciallo Giovanni Collaro e ha conferito a Virgilio Rivestoni, della direzione centrale anticrimine di Roma, il compito di ripulire dai rumori di fondo e restaurare nel limiti del possibile le conversazioni telefoniche messe insieme in quasi quattordici anni di indagini. Avrà novanta giorni di tempo. La prossima udienza il 17 maggio. (m.l)

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