Fatu in domo: torna l’impresa familiare – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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OLIENA. Panedda mon amour: fatta, cotta e venduta. A Oliena l’economia domestica strizza l’occhio all’accoglienza e alla cultura identitaria. Apre così Sa Panedda Pintà, impresa familiare di produzioni agroalimentari tipiche. Si chiama Denise Scano la nuova imprenditrice che, dopo aver beneficiato del microcredito di 25 mila euro, ha potuto realizzare il suo sogno. Madre di 3 figli, 40 anni, un diploma da informatica, con una passione per la cucina, Sa Panedda Pintà, è la naturale prosecuzione di un percorso personale. Nasce infatti dal suo amore per tutto ciò che è tradizione e sa Panedda Pintà, piccolo laboratorio domestico a conduzione familiare, vuole unire la tradizione degli impasti delle nonne a quelli più innovativi, creati dalle loro mani in tanti anni di prove e di studio. In questo laboratorio, infatti, si produce la classica “panedda” di Oliena, anche nelle sue varianti integrali e senza lattosio. Inoltre si produce la tanto amata “hasadina salia” e le buonissime focaccine salate, condite con tutti gli odori e profumi del Supramonte.

Il progetto di sviluppo di una rete di laboratori domestici è ideato e promosso dall’associazione culturale e di promozione sociale Sa Mata, l’albero delle idee che ha già coinvolto diversi comuni isolani e che ha come obiettivo quello di offrire occasioni di auto imprenditorialità grazie anche allo strumento del microcredito. Sinergia, rete e inclusione, sono queste le parole chiave che animano l’iniziativa denominata “Fatu in domo” volta a tutelare il territorio, l’ambiente, la salute dei prodotti agroalimentari d’eccellenza attraverso la partecipazione attiva e il coinvolgimento delle comunità per lo sviluppo di una rete di microimprese domestiche agroalimentari.

Avviato con un progetto pilota a Ollolai, il “Fatu in Domo” si è presto diffuso Cuglieri e ora a Oliena e in altri centri. Anima dell’iniziativa la Presidente dell’associazione culturale Sa Mata, l’albero delle idee, Veronica Matta, che da gennaio scorso in collaborazione con le amministrazioni comunali, porta avanti con determinazione una piccola- grande rivoluzione. Un progetto contro lo spopolamento utile anche per far emergere il sommerso, e per creare una base produttiva con il marchio Fatu in domo, con disciplinari che garantiscano qualità e identità dei prodotti fatti in casa. L’associazione mette a disposizione le conoscenze e l’esperienza maturata.

Ieri l’inaugurazione della nuova attività incoraggiata dagli amministratori. “Siamo molto contenti per la nostra concittadina – dichiara il sindaco Bastiano Congiu -. Speriamo possa essere d’esempio per tante altre persone in particolare i giovani e tutti coloro vogliono venire fuori dall’anonimato e mettersi in regola”.((l.u.)

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