Espropri, il Comune batte lo Stato

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NUORO. Il Comune capoluogo non dovrà ristorare lo Stato per gli indennizzi anticipati sugli espropri, ordinati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. L’ha stabilito tre giorni fa il tribunale di Nuoro, accogliendo il ricorso dell’amministrazione municipale. Rimangono salvi 2 milioni e 233mila euro, oltre a 255mila euro di interessi e sanzioni, che i giudici europei avevano indicato, nel 2011, come equo indennizzo, o differenza di quotazione, tra la somma pagata dopo l’esproprio ai titolari, gli eredi Guiso-Gallisai, e il reale valore dei terreni, secondo le stime delle norme comunitarie. Ieri la comunicazione del sindaco, Andrea Soddu: «Il tribunale ha accolto la nostra linea – ha spiegato – basata sul principio costituzionale che nessuno può essere condannato se non è imputabile per l’azione che gli viene contestata. Il Comune – ha aggiunto – aveva infatti saldato la pendenza monetaria sulla base di quanto stabilito dalla Corte d’Appello di Sassari. Non poteva essere caricato della responsabilità della non conformità della stima dei beni, fissata da organi dello stesso Stato». Di cui invece i giudici nuoresi hanno cassato la pretesa risarcitoria, recapitata nel 2016 in municipio con una cartella esattoriale, conseguenza del fatto che l’amministrazione civica non avesse ottemperato alla richiesta di rimborso, partita nel 2011 dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Respinta, sempre dal tribunale, la prima richiesta per la sospensiva, «il Governo ha fatto il prelievo forzoso, direttamente dal conto corrente del Comune», come ha ricordato il sindaco. La vicenda è quella di uno dei tanti espropri di terre che l’ente municipale ha messo in atto a partire dagli anni ’70, spinto dall’esigenza di assicurare aree per abitazioni e servizi a una popolazione in espansione. Gli iter espropriativi non sono stati tutti a regolare d’arte. In qualche caso si sono verificati dei passaggi a vuoto negli atti amministrativi, con possibilità per i proprietari di avviare delle vertenze giudiziarie e spuntare migliori condizioni di cessione. Diversi sono stati i casi in cui gli stessi proprietari si sono rivolti alla magistratura, per fare valere le quotazioni più alte per l’acquisizione forzosa riconosciute da leggi successive. L’esproprio arrivato sino a questi giorni è lungo oltre 40 anni. L’ente era andato a inglobare nel proprio patrimonio terre di “Badu ‘’e Carros”, “Biscollai” e “Ugolio”. Superfici accomunate dall’avere uno stesso titolare, rappresentato appunto alla famiglia Guiso-Gallisai. Il Comune salderà 14 miliardi delle vecchie lire. C’è però il secondo tempo innanzi alla Corte europea. Strasburgo dà ragione ai ricorrenti e condanna lo Stato italiano. «La sentenza del giudice di Strasburgo – ha spiegato Soddu – se da un lato ha legittimamente accertato la colpa dello Stato di non essersi allineato alle norme della Convenzione, fa salvo il principio della non “imputabilità” del Comune». Due elementi sui quali hanno basato la linea difensiva gli avvocati Marcello Mereu e Antonio Careddu, e tre giorni fa riconosciuta dal tribunale. Considera illegittima l’ordinanza-ingiunzione per conto del Governo e lascia nella disponibilità dell’amministrazione oltre 2 milioni e 400mila euro. «Un debito – ha spiegato il sindaco Soddu – che per la parte preponderante veniva coperto con il fondo della Regione, per il pagamento delle esposizioni derivanti dagli espropri, e a cui ora li restituiremo. Mentre la parte degli interessi e sanzioni – ha aggiunto – avremmo dovuta coprirla con fondi di bilancio. Rimangono nelle nostre casse e proporrò al Consiglio di utilizzarli per attività culturali». Soddu rispolvera anche le sue conoscenze giuridiche, quelle della professione forense, per rimarcare: «La sentenza del tribunale di Nuoro farà giurisprudenza, per fatti simili. Non ci sono – ricorda – tanti pronunciamenti in materia e credo nessuno sul caso specifico».

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