Escursionismo: Forestas e Cai recuperano i vecchi sentieri – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. La Rete escursionistica di Sardegna, dopo tre anni dalla sua istituzione con legge regionale, si diffonde in varie aree dell’isola. La sua gestione è affidata all’Agenzia Forestas che la esercita con la collaborazione del Cai Sardegna. A fare il punto, una serie di riunioni tra Forestas e Cai nei vari sportelli territoriali sparsi nelle sedi da Cagliari a Tempio, a Lanusei, Nuoro, Sassari Iglesias, Oristano. Coordinati dal responsabile regionale Forestas per la sentieristica, Alessio Saba, con la presenza del presidente regionale Cai Matteo Marteddu e del referente Cai Gesuino Onida, gli incontri hanno consentito di fare il punto della situazione e avviare la pianificazione dei prossimi anni. Nel 2021 sono stati tracciati e segnati circa 1.000 chilometri di sentieri e si lavora per raggiungere i 3500 entro il 2025. La proposta di sentieri viene dal basso, Cai o Comuni e trovano sintesi all’interno degli sportelli territoriali. Rappresentano il luogo dove si rafforza la collaborazione tra il sodalizio fondato da Quintino Sella e i tecnici regionali. Gli Sportelli territoriali rispondono alla legge regionale 16/2017 e alle linee guida che presiedono alle regole tecniche necessarie perché i sentieri vengano tracciati, segnati secondo gli standard Cai e inseriti nella Res e nella Rei (Rete escursionistica italiana). Nell’isola la Rete recupera i sentieri tipici delle transumanze di caprai e pastori e soprattutto nel centro-est Sardegna, i tratturi della tragica epopea del carbone. Cai e Forestas sono impegnati nella definizione del Sentiero Italia che percorre l’isola per 600 chilometri da Santa Teresa di Gallura sino a Castiadas, attraversando il Supramonte Centrale e il Gennargentu con Punta Lamarmora. Le riunioni andranno avanti, a cadenza mensile per tutto il 2021 con l’obiettivo di pianificare gli interventi, garantirne la fattibilità tecnica e programmare le relative risorse finanziarie.

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