Eredità Rocca a Gavoi la sentenza slitta al 2022 – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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GAVOI. La giudice civile del tribunale di Nuoro Tiziana Rocca deciderà all’inizio dell’estate sull’eredità della famiglia di Francesco Rocca, il dentista di Gavoi condannato in via definitiva all’ergastolo come mandante dell’omicidio della moglie Dina Dore, avvenuto il 26 marzo 2008. Nell’udienza di ieri, dopo aver letto le note delle parti, la giudice ha dato loro 60 giorni di tempo per presentare le dichiarazioni conclusive. Poi, dal 21 febbraio, la magistrata avrà 90 giorni per studiare le carte e prendere una decisione sulla causa intentata dalla madre e dalle due sorelle di Rocca per spogliarlo dei suoi averi, che loro ritengono debbano rientrare nell’asse familiare «a garanzia del patrimonio della figlioletta».

Per le tre donne, quegli immobili che sarebbero stati intestati al dentista secondo un patto fiduciario con i genitori di Rocca, dovrebbero rientrare nell’asse ereditario della famiglia: sostengono infatti di aver speso la quota parte dell’eredità per pagare gli avvocati e onorare altri debiti del congiunto, un totale di circa 800mila euro, e quel che resta dovrebbe andare a loro. Un’astuzia, però, secondo gli avvocati Massimo e Roberto Delogu che rappresentano la famiglia di Dina Dore e le avvocate Annamaria Busia e Francesca Calabrò che tutelano gli interessi della figlia 13enne di Rocca, con la quale si vorrebbe evitare di rendere i beni aggredibili dai Dore, beneficiari di una provvisionale dopo la condanna, e dalla stessa figlia minorenne, per il cui risarcimento è in corso un’altra causa civile.

Gli avvocati della famiglia Dore e della figlia di Rocca hanno giudicato irricevibile la proposta transativa presentata a giugno e che comprendeva anche l’offerta della nonna e delle zie della ragazza di pagare i suoi studi, chiedendo però di rinunciare alla causa e al pignoramento promosso dai Dore.

Sarà la giudice, in base alla documentazione acquisita dalla famiglia Rocca – rappresentata dagli avvocati Giampaolo Mura e Giovanni Pinna Parpaglia – e agli atti presentati dalle altre parti in causa, a decidere il destino dell’eredità di famiglia. Le avvocate Busia e Calabrò, nell’interesse della 13enne e della zia Graziella Dore, a cui la ragazza è stata affidata, hanno dato vita anche a un altro procedimento civile, notificando l’atto di citazione per il riconoscimento del mantenimento e per gli arretrati, quantificati in 58mila euro. La prossima udienza, davanti al giudice Salvatore Falzoi, è prevista per il primo febbraio del 2022.

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