Emergenza medici di base un nuovo caso a Macomer – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Nonostante la comunicazione sulla cessata attività a partire dal 1° marzo scorso fosse stata inoltrata già nel dicembre 2020, Pietro Del Rio, medico di base a Macomer, non verrà sostituito. O almeno non nell’immediato. «Si informa che i pazienti in carico – recita una nota diffusa dal direttore di assistenza primaria della Assl di Nuoro, Angelo Canu – saranno assistiti dai colleghi titolari e dagli incaricati provvisori dell’ambito, in attesa del conferimento di un ruolo temporaneo o fisso. Coloro che al momento si trovano senza il medico di famiglia potranno effettuare scelte a favore dei camici bianchi non massimalisti. Si rammenta – sottolinea – che è stata pubblicata, e resta in attesa di assegnazione, una sede vacante per l’anno 2018/2019».

E mentre si spera che l’ambulatorio venga occupato al più presto, il pensionamento di Del Rio ha gettato nel panico quella fetta di popolazione che per decenni si era affidata alle sue cure. «Nonostante il preavviso – tuona il sindaco, Antonio Succu – il bando per la ricerca e la nomina di una nuova figura è stato pubblicato nel sito aziendale della Assl soltanto lo scorso 25 febbraio. Mi chiedo quale sia la motivazione, vista l’ormai cronica carenza di personale che è causa di disservizi e fonte di disagi per le nostre comunità».

Il problema riguarda, infatti, anche un altro centro del Marghine. Sempre dal 1° marzo, il medico di stanza a Borore dovrà prestare servizio anche a Dualchi e a Noragugume. Ciò significa che sarà costretto “a farsi in tre”. Operativo tutte le mattine per cinque giorni alla settimana, nel pomeriggio del lunedì, mercoledì e venerdì, è chiamato a garantire un presidio sanitario in questi piccoli paesi. Compito non semplice, considerato che il numero degli utenti è chiaramente aumentato. Le visite domiciliari dovranno essere richieste contattando il numero preposto, entro le 11. Questo consentirà al dottore di effettuarle prima di recarsi in ambulatorio dove, come accade da mesi a causa delle restrizioni anti Covid, l’ingresso sarà consentito solo previo appuntamento telefonico. Il nuovo incarico ha suscitato la reazione dei pazienti “storici” che non nascondono la preoccupazione per il minor tempo che potrà dedicare loro. Quella descritta è una situazione che accomuna numerosissime realtà della nostra isola. Da nord a sud, dalla costa orientale a quella occidentale, passando per le zone interne, il problema è sempre lo stesso. Gli assistiti sono tanti e i medici troppo pochi. Una criticità che l’emergenza pandemica ha messo ancor più in rilievo.

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