Ecco la “nuova” vita dei musei

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NUORO. Nuova vita nei musei che con i visitatori finalmente rinascono e acquisiscono appeal e gioia, malgrado la mascherina e le distanze. Misure necessarie in tempo di pandemia ma decisamente accettabili se utili al rinascimento culturale ed economico anche del Nuorese. Un’area che da decenni ha ormai le sue perle per quanto riguarda esposizioni, mostre, appuntamenti culturali. Da Nuoro patria del Man, il museo d’arte moderna della provincia che proprio ieri ha inaugurato la nuova mostra e dell’Isre (qui si riapre oggi), per passare poi a Orani con il Museo Nivola e a Mamoiada con il Museo delle Maschere mediterranee, da lunedì è un piacevole rifiorire di iniziative. “Felici ovviamente di riprendere le nostre attività.

Le prime giornate hanno avuto un ottimo afflusso ma controllato. Occorre prenotare e accedere alle sale in non più di dieci persone per volta. È comunque un buon risultato. «Lavoriamo dal lunedì al sabato con orario continuato per rispettare i dettami governativi che per ora impongono la chiusura nel fine settimana», ha detto il direttore del Man Luigi Fassi. Energie represse per due mesi di stop e che ora si liberano.

«Siamo contenti di poter finalmente accogliere il pubblico alla mostra di Sarah Entwistle You should remember to do those things done before that have to be done again, che avevamo inaugurato appena prima dell’interruzione delle attività: un progetto di un’artista-architetto che dialoga con gli oggetti, i materiali, i colori lungo un itinerario che intreccia memorie personali e collettive. Finalmente si riapre: lo scambio quotidiano con i visitatori è essenziale per mantenere un museo vivo. Il lockdown ha voluto dire perdite economiche, mancata bigliettazione e vendite al bookshop, ma soprattutto l’interruzione di questo rapporto essenziale», rimarca invece Giuliana Altea, direttrice del Museo Nivola di Orani. Il suo museo come gli altri in questo periodo di chiusura non è stato fermo. «Siamo stati al fianco del nostro pubblico sui social, abbiamo continuato a preparare le mostre e i progetti a venire. Questo, se le condizioni sanitarie lo permetteranno, sarà per noi un anno particolarmente denso di eventi, con un bellissimo programma che annunceremo tra breve. Ma soprattutto, abbiamo lavorato a rinsaldare i legami con la comunità locale. Se c’è una cosa che questi mesi ci hanno insegnato, è che un museo non è solo un luogo che produce eventi, ma un’istituzione che ha precise responsabilità sociali nei confronti della comunità in cui opera».

Tante attività in programma anche a Mamoiada, che parte con l’handicap di un Sant’Antonio praticamente inesistente ed un programma per Carnevale improponibile per le ristrettezze da Covid, proprio nel periodo di maggiore affluenza al Museo delle Maschere. Si guarderà ovviamente altrove con rinnovata tenacia e creatività.

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