È pronta le vetrina virtuale della Mido, «Non solo occhiali, anche eventi on line» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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L’intervista

Parte questa settimana la presentazione della piattaforma della nuova Mido digitale. «La presentiamo in anteprima», annuncia Giovanni Vitaloni, presidente di Mido e di Anfao, «a tutti coloro che hanno aderito a questo progetto, partendo dagli espositori italiani, poi quelli stranieri e quindi i buyer. Si tratta di un’edizione speciale per la quale stiamo adesso definendo il palinsesto, che riserverà più di qualche interessante sorpresa».

Per il secondo anno consecutivo siete stati costretti a posticipare la 50ma edizione di Mido.

«È stata una scelta dura quanto responsabile, alternative d’altra parte non ce n’erano. La manifestazione più importante al mondo per il nostro settore richiede minimo 4/5 mesi di preparazione e quando abbiamo preso questa decisione, circa un mese fa, ancora non c’era alcuna notizia certa su quando sarebbero state nuovamente consentite iniziative fieristiche; solo dopo si è saputo che potranno riprendere a partire dal 15 giugno. Ma oltre a questo impedimento oggettivo, dettato dalle norme governative, ce n’è un altro di sostanza: Mido si nutre di esperienze e di presenze internazionali e ad oggi la mobilità internazionale non è prevista né per giugno né per luglio, e chissà se lo sarà per l’autunno».

Quanto aprirete la piattaforma digitale?

«A fine maggio, poi il clou degli eventi si avrà dal 5 al 7 giugno, i giorni dedicati alla manifestazione online, quindi manterremo aperto questo canale virtuale fino alla fine dell’anno».

Insomma il cantiere è aperto, come si svilupperà?

«Ci avvarremo di una piattaforma innovativa e concepita appositamente per l’evento. Un contenitore utile alle aziende espositrici, al loro incontro con i buyer e a stabilire nuovi contatti con gli ottici. Si tratterà di un’occasione per le aziende per avere a loro disposizione un palco, una vetrina privilegiata nella quale presentare i loro prodotti. Poi durante i tre giorni della manifestazione organizzeremo un evento centrale, ogni giorno, di circa un’ora, durante il quale fare il punto della situazione: una sorta di talk show al quale inviteremo i rappresentanti di primo piano della nostra industria, i big dell’occhialeria e della moda, gli opinion maker. Un momento fondamentale del palinsesto, con una diretta sulla piattaforma e poi la replica sui social».

Qual è l’obiettivo?

«Vogliamo fare insieme il punto della situazione, analizzare il periodo complesso della pandemia, che stiamo vivendo da oltre un anno, ma soprattutto individuare prospettive e traiettorie per il nostro futuro. È un dovere guardare avanti. Insomma desideriamo dare vita ad un format che garantisca inalterata tutta la potenza della Mido classica, mantenendo fede alla sua originale missione, ovvero coniugare domanda e offerta; e poi rappresentare anche un contenitore per un dibattito e per il lancio di nuove idee».

Mentre si guarda al futuro il mercato va avanti, ma come?

«Fra un paio di settimane avremo un quadro più definito, con numeri precisi sulla chiusura del 2020 e sul primo trimestre 2021. Li stiamo elaborando e ci serviranno per qualche ragionamento più puntuale. Anche se ci sono ancora tante incognite all’orizzonte. Di certo, però, è chiaro che l’andamento delle vaccinazioni nel mondo ci consente già di tirare qualche conclusione».

Tipo?

«L’Inghilterra e gli Usa stanno già ripartendo ed è indubbio che possano farlo perché sono già molto avanti nel piano di vaccinazioni rispetto all’Europa. In Italia siamo indietro, ma così anche in Francia e Germania, due mercati europei fondamentali per le nostre aziende. Dove si vaccina si riparte, questa è la verità».

Riusciranno le vostre aziende a recuperare quanto perso nel 2020?

«L’obiettivo è questo e tutti stanno lavorando al meglio per tornare a fine anno almeno ai livelli del 2019, per poi riprendere a crescere nel 2022. Non è facile, perché nel 2020 il calo di fatturato si è aggirato sul 25/30%. Adesso tutti si stanno muovendo con decisione, e anche con una estrema attenzione ai mercati internazionali più interessanti, perché il nostro settore esporta oltre il 90% del proprio fatturato». —

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