Due giorni di incontri e servizi per le donne vittime di violenza – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Donne vittime di violenza: in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Fondazione Onda lancia l’(H)-Open Week che si terrà dal 22 al 28 novembre con l’obiettivo di supportare coloro che sono vittime di violenza e incoraggiarle a rompere il silenzio, fornendo strumenti concreti e indirizzi a cui rivolgersi per chiedere aiuto. Gli ospedali Bollini Rosa e i centri antiviolenza, tra cui l’assl di Nuoro con l’Ospedale San Francesco e il Consultorio familiare di via Lamarmora, offriranno gratuitamente alla popolazione femminile servizi clinici e informativi, in presenza e a distanza, consulenze e colloqui.

L’iniziativa fa parte del progetto di sensibilizzazione “La violenza ha molti volti: nessuna maschera per combatterla”, una campagna social promossa da Fondazione Onda che vede testimonial del mondo della cultura, dello spettacolo, della scienza, dell’innovazione e dello sport lanciare un messaggio chiaro e conciso contro la violenza sulle donne. Mercoledì 24 e venerdì 26 novembre, dalle 9 alle 13,30, nel reparto di Ginecologia dell’ospedale San Francesco (9° piano), diretta da Antonio Onorato Succu, sarà possibile effettuare un colloquio con uno specialista ginecologo, Giovanna Pittorra, inerente problematiche legate alla violenza sulla donna. Le prenotazioni al numero di telefono 0784 240240 saranno aperte dal 15 al 20 novembre dalle 15 alle 19. Nei giorni 22, 23, 24 e 25 novembre (dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19) invece, sarà la volta del Consultorio familiare di Nuoro, in via Alberto Lamarmora 99, che offrirà un colloquio e incontro tematico con la psicologa del servizio, Barbara Murgia. Anche in questo caso è prevista la prenotazione: al numero 0784 37227, dalle 8 alle 9.30, e all’indirizzo di posta elettronica [email protected] (senza limiti di giorni e orario). «Già prima della pandemia – afferma Francesca Merzagora, presidente Fondazione Onda – la violenza di genere rappresentava una grave emergenza sociale. Le misure di contenimento in atto dallo scorso anno hanno ulteriormente peggiorato la situazione di molte donne che si sono trovate forzatamente confinate, intrappolate tra le mura domestiche, rendendo ancora più difficile chiedere aiuto. L’obiettivo di questa iniziativa è avvicinare le donne alla rete di servizi antiviolenza che dispongono di percorsi di accoglienza protetta e progetti di continuità assistenziale e di sostegno».

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