Donex, il barista itinerante «Vi porto a casa il caffè» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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BITTI. È proprio vero e sempre valido il vecchio adagio: le difficoltà o ti abbattono definitivamente o ti fortificano. Paolo Doneddu, 45 anni, barista di Bitti, sta mostrando di aver un incredibile spirito di sopravvivenza, inventiva e voglia di fare. E in un paese, prima colpito dalla pandemia e poi dall’alluvione, sono delle armi fondamentali per resistere. Certo Paolo, un ragazzone in movimento perenne con gli occhi azzurri elettrici che sembrano squarciare l’aria, è aiutato da un carattere da guascone. Uno che almeno apparentemente la timidezza non sa dove sia di casa e quando osa, non diventa di certo paonazzo per l’emozione. Da un anno ormai – tanto è che dura il periodo del Covid – ha attrezzato la sua Fiat Seicento con un megafono da banditore vintage e offre per le vie di Bitti i prodotti del suo bar di via Mulinu. Acquisisce gli ordini al telefono e effettua le consegne a domicilio. In paese e anche nell’agro.

«Sono più che contento. Mi sembra un miracolo. La gente ha subito risposto bene e sta continuando a farlo. Porto caffè, cappuccini, gelati. Questi vanno moltissimo li faccio io con il latte fresco con passione. Non manca anche qualche bicchiere di vino e le birre fresche. Queste poche, non bisogna esagerare – dice sorridendo il barista del locale che gestisce da 22 anni due passi dagli uffici della Asl –. Sono separato e ho tre figli, come tutti sappiamo le spese da affrontare sono tante e bisogna onorale con serietà. Il lavoro non mi ha mai spaventato e per fortuna mi sono sempre dato da fare» dice il barista. La gente del paese ha talmente apprezzato il servizio che il suo telefono non smette di squillare, poi i suoi post sui social hanno avuto uno straordinario effetto marketing contribuendo a far veicolare velocemente il messaggio della novità del servizio che non si ferma al perimetro urbano ma serve anche l’agro disseminato di aziende pastorali. «Sono uscito molto volentieri anche per due caffè in campagna. I miei paesani hanno gradito molto il servizio che mi hanno aiutato in ogni modo riempendomi di regali: carne, formaggio e altri prodotti di loro produzione. Un’ulteriore carezza che mi ha incoraggiato ad andare avanti» dice Donex, così come lo chiamano a Bitti quasi fosse un eroe dei fumetti. Il suo successo si deve certo all’inventiva di aver capito quale potesse essere in questo momento la modalità flessibile del suo lavoro, concetto che senza la straordinaria volontà rimarrebbe vuoto. «Mi alzo alle 4 e mezza del mattino e alle 5 servo già i primi clienti con i caffè da asporto Tra loro tanti pastori che vanno presto in campagna. Poi non ho orari e vado avanti tutti i giorni, sabato e domenica inclusi – racconta Paolo Doneddu –. Chi avrebbe immaginato che questo problema legato al covid durasse così a lungo. Io mi sono potuto riorganizzare, ma tanti non lo hanno potuto fare, come mia sorella che ha un ristorante a Santa Teresa che in 12 mesi avrà lavorato al massimo trenta giorni – spiega in un pit stop del suo tour mattutino prima di dare fiato al megafono con lo slogan ormai vincente: “Gelati, caffè, cappuccini, birra”, per poi chiudere con la raccomandazione: «Gente mi raccomando state a casa, ci pensa Donex, vi porto quello che desiderate». Asporto e consegna con un sorriso grande, cosa chiedere di più in tempi grami di pandemia?

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