“Divina cultura” con il vescovo – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Ospite d’onore della nona edizione del festival Off del Giornalismo culturale di Urbino, il vescovo di Nuoro-Lanusei monsignor Antonello Mura è intervenuto alla presentazione del libro “La quercia di Bruegel” (edizioni Aboca) del giornalista e scrittore Alessandro Zaccuri, firma di punta del quotidiano Avvenire. Il presidente della Conferenza episcopale sarda, accolto dalla sociologa Lella Mazzoli, direttrice del festival e dell’Istituto per la formazione al giornalismo dell’università Carlo Bo, ha parlato nell’incanto della Biblioteca del Duca, una delle sale del Palazzo Ducale con i Torricini di Luciano Laurana, espressione tra le massime del Rinascimento italiano.

Tema dell’incontro di sabato 13 novembre: “Divina cultura. La lingua e la sua difesa da Dante agli ipersocial”. Monsignor Mura, citando anche alcuni nomi sacri dell’arte in Sardegna (Maria Lai con i suoi presepi e Crocifissioni, Le processioni di Carmelo Floris, le quattro Maddalene e le tele dipinte da Mario Delitala nel Duomo di Lanusei, “lo splendore” delle chiese romaniche nell’isola) ha detto fra l’altro: «La fede ha sempre una dimensione culturale, è nostro dovere saperla trasmettere».

Vista la sede del dibattito, il vescovo è diventato anche semiologo e filologo: «Comunicare la fede significa adottare una grammatica comprensibile e attrattiva. Il linguaggio non è quindi secondario nell’annuncio della fede, il linguaggio di chi parla deve essere chiaro, e sempre in sintonia con chi ascolta». E ancora: «Il linguaggio – il verbum – è fondamentale per incarnare Dio nella concreta esistenza umana, nella storia di ogni tempo. Anche del nostro dominato dai social. Abbiamo sempre il dovere di farci capire».

Come è stato scritto nel comunicato ufficiale del Festival (con la Mazzoli ne è fra i direttori il giornalista Rai Giorgio Zanchini) «arte, scrittura, amore e vita si intrecciano». Il libro di Zaccuri ben si è prestato alla discussione, visto che parla del grande pittore olandese (Breda 1525-Bruxelles 1569). Zaccuri ha detto: «Attraverso i quadri di Bruegel, analizzandone perfino i dettagli, mettiamo insieme arte, scrittura e romanzo. La capacità di collegare la vita all’arte è una delle cose che più mi ha colpito nel personaggio di Massimo, ossessionato da questa quercia». Presenti anche due vescovi delle Marche (Giovanni Tani di Urbino-Urbania e Piero Coccia di Pesaro-Sant’Angelo in Vado), dopo l’intervento del rettore di Urbino Giorgio Calcagnini, monsignor Mura ha detto: «Zaccuri ha un ruolo di primo piano nel panorama culturale italiano. Da “La quercia di Bruegel” a me è arrivata una bella sensazione nel rapporto tra arte scrittura e romanzo. È un percorso su come noi siamo chiamati a scoprirci, anche aiutati dagli altri. Nei libri, nell’arte c’è la vita. Più leggiamo, più siamo cittadini».

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