Dieci classi del liceo Fermi trovano casa al Linguistico – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Una nuova “casa” per gli studenti del liceo Fermi: il Maria Immacolata, ex liceo linguistico, sarà la nuova sede per 225 alunni fermiani. La cura al sovraffollamento della scuola più popolosa della città è arrivata giusto in tempo per scongiurare possibili nuove proteste e malumori da parte di studenti, famiglie e insegnanti che quest’anno hanno dovuto fare i conti con un inizio anno all’insegna del disagio: il boom di iscrizioni, la chiusura del liceo linguistico e le restrittive norme anti Covid hanno fatto sì che la scuola non riuscisse ad accogliere tutti gli studenti iscritti. Il primo vero giorno di scuola delle 10 classi esodate dell’istituto di via Veneto è iniziato ieri mattina quando alle 8,30 in punto hanno fatto il loro ingresso nell’accogliente istituto di via Ballero: dieci le classi accolte, per un totale di 225 studenti.

«Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – spiega la dirigente del Fermi, Maria Antonietta Ferrante –, grazie al lavoro di squadra siamo riusciti a risolvere in trenta giorni una situazione spiacevole per i nostri studenti quanto per noi – sottolinea –. Non dimentichiamoci che l’istituto di via Ballero è stato occupato fino al 31 agosto dall’ex liceo linguistico e che le altre strutture della Provincia non erano assolutamente in grado di ospitare i ragazzi in tempi brevi».

Un vero tour de force tra cavilli burocratici, normative e contratti di locazione (l’immobile infatti è di proprietà della Curia) che in tempi record ha garantito il diritto all’istruzione per gli oltre 200 ragazzi dello scientifico.

«Le condizioni perfette dell’immobile hanno permesso che tutte le pratiche venissero espletate in maniera molto spedita – ammette Fabrizia Sanna, direttrice generale della Provincia nuorese –, aveva insomma tutte le carte in regola per affrontare un trasloco – spiega –. Le aule ampie ci hanno permesso inoltre di ospitare le classi più numerose garantendo la distanza e dunque la sicurezza per alunni e professori».

Un contratto di locazione da ventiduemila euro al mese per l’immobile di via Ballero dotato di tutti i confort: ampi spazi comuni, palestra, giardino e per non farsi mancare niente anche una cappella dove, scherza la preside, «gli studenti potranno andare a pregare prima delle interrogazioni». Il lieto fine dunque che si aspettava anche il popolo degli alunni “scesi in piazza” qualche settimana fa per manifestare contro possibili turni pomeridiani, orari ridotti e il negato diritto all’istruzione. «Siamo abbastanza soddisfatti della soluzione trovata – spiegano due studenti del direttivo Clara Mureddu e Federico Carzedda –. L’alternativa a questo sarebbero stati i turni di pomeriggio che onestamente per i fuori sede avrebbero significato un grande sacrificio – spiegano –. La nostra scuola ci manca, ma un’altra alternativa non c’era purtroppo – aggiungono –. L’istituto è bello, nuovo e il fatto di essere pochi ha i suoi aspetti positivi». Unica problematica da risolvere, avanzata dagli studenti fuori sede, riguarda la distanza dal deposito Arst alla scuola: due chilometri e mezzo di distanza e circa 25 minuti di camminata, ma garantisce Maria Antonietta Ferrante: «A tal proposito ho già fatto richiesta all’Atp affinché possa prevedere una corsa in concomitanza con l’arrivo dei ragazzi in viale Sardegna» conclude la dirigente del liceo Fermi.

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