«Diciamo basta alla violenza» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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TORTOLÌ. “Stop alla violenza sulle donne”, la manifestazione tenutasi a una settimana esatta dall’omicidio del 20 enne Mirko Farci, che ha cercato di difendere la madre Paola Piras di 50 anni (ancora ricoverata in coma farmacologico) dalle coltellate del suo ex compagno Masih Shahid, in carcere a Uta, ieri ha fatto registrare centinaia di partecipanti. L’iniziativa, nel piazzale del parcheggio multipiano, è stata molto sentita, e ad organizzarla è stato un gruppo di donne ogliastrine. Si è aperta e conclusa con le stesse che cantavano, a gran voce, alzando il pugno al cielo, a chiedere giustizia, seguendo la registrazione originale, la “Canción sin miedo” o “Song without Fear (canzone senza paura), di Vivir Quintana, cantante e compositrice messicana, che è diventata un inno femminista contro la violenza di genere e il femminicidio. Quasi a sottolineare quanto è stato detto durante diversi interventi: «Se toccano una toccano tutte». Al termine, è stato anche ricordato che chiunque volesse, poteva scrive un pensiero per Paola Piras in un’agenda, che poi sarebbe sta consegnata ai familiari della donna che ancora lotta per la vita.

Tutti i partecipanti hanno avuto una fascia di color fucsia al braccio, contro i femminicidi e tutte le violenze, anche psicologiche, che ogni giorno subisce un numero incredibile di donne. «Di quanto sangue ha ancora bisogno lo Stato per fermare questa mattanza?», è stato chiesto durante uno dei tanti interventi delle donne e ragazze che hanno preso la parola, ricordando quante avevano denunciato i propri aguzzini e che poi sono state uccise. «L’amore ha l’amore come solo argomento», le parole di “Dolcenera” di De André, ha riportato una donna sulla fascia che aveva in testa. Un’altra partecipante indossava una maglietta bianca con la scritta “Io sono Paola e tutte le altre donne uccise”, mentre sulla schiena “Giustizia per Mirko”.

Toccante anche la lettura, di tre bambine, di una poesia di Gianni Rodari contro la guerra. Mentre si è poi alzato duro, in un altro intervento, il monito «Per ogni donna lesa siamo tutte parte offesa». Striscioni nei muri perimetrali con scritte “Forza Paola” e “Mirko sarai sempre nei nostri cuori”. Ha preso la parola anche Babar Hussein, imprenditore pakistano di 41 anni, che abita con la famiglia a Tortolì e che ha portato sul palco il dolore della sua comunità. «Condoglianze e solidarietà – ha detto Babar – è un momento molto difficile. Forza Paola, preghiamo tutti, ogni giorno, per lei che combatte per la vita. E condoglianze per Mirko».

A Porto Torres in contemporanea si è svolta una manifestazione analoga, voluta per ricordare il sacrificio di Mirko, morto cercando di salvare la madre, e respingere la violenza di cui Paola è stata vittima.

Ieri, i manifestanti anche ricordato che quando si dice che gli uomini «che agiscono con violenza sulle donne sono sempre stranieri, si sta dicendo una menzogna: la verità è che la violenza sulle donne non ha nazionalità, non ha colore e non ha confini, la maggior parte degli uomini femminicidi in Italia sono italiani, anche sardi». In Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni, già 34 in quest’anno. Una settimana fa, Paola Piras ha rischiato di essere la 35esima.

«Per ogni vittima – hanno detto – lo Stato ha fallito. Siamo stanche della violenza sulle donna, stanche dei femminicidi».

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