Dialogo aperto sul futuro della “pineta Albano” – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. «La sentenza del Consiglio di Stato è frutto di un errore di fatto, è invalida e sarà impugnata per revocazione dai ricorrenti, al fine di farne dichiarare l’illegittimità e riportare la questione a decisione corretta e rispettosa dei principi del giusto processo». Così scrive Giovanni Malinconico, l’avvocato a cui la famiglia Albano ha affidato la difesa nella controversia che la vede contrapposta al Comune di Macomer sulla definizione del Puc, il piano urbanistico comunale. L’ormai storica diatriba riguarda la destinazione d’uso della parte privata della Pineta Albano, ovvero la vasta area di proprietà adiacente al “Circuito”, sezione divenuta invece pubblica sul finire degli anni sessanta con l’acquisizione da parte del Comune. La nota del legale fa riferimento all’articolo pubblicato da La Nuova Sardegna il 9 marzo 2021 dal titolo «Causa pineta Albano, parola fine sul contenzioso», nel quale si dava conto del pronunciamento del più alto organo amministrativo sul ricorso presentato dagli eredi della nota famiglia di industriali caseari e che li vedeva soccombenti.

«Non sono state prese in considerazione né la richiesta di differimento, né quella di discussione del ricorso – resa impossibile da un problema tecnico del sistema telematico che non ha consentito ai legali di partecipare all’udienza convocata in modalità da remoto – e neanche la richiesta di rifissazione dell’udienza proposta immediatamente in ragione del disguido telematico» spiega, entrando nello specifico, il legale degli Albano, rendendo noto che la ventennale disputa potrebbe non essere ancora del tutto chiusa. In attesa del pronunciamento del giudice, che dovrà valutare se sussistono le ragioni per l’annullamento della sentenza, ad intervenire direttamente sulla questione è, da Roma, Francesco Albano, l’erede che ha appena acquistato tutte le proprietà macomeresi appartenute alla sua famiglia. «Da qualche mese sono l’unico proprietario della Pineta – racconta con l’entusiasmo di chi sembra avere negli occhi l’immagine plastica di una nuova e possibile rinascita –. La mia non è stata una scelta dettata esclusivamente dai ricordi felici dell’infanzia che mi legano alla città, ma anche e soprattutto dalla convinzione che Macomer abbia un’importante ricchezza inespressa e una grande potenzialità di sviluppo. Con il Comune si è aperta una fase di dialogo costruttivo e io credo che si debba lavorare oggi per trovare una giusta composizione tra pubblico e privato, una soluzione che possa dare una vita ed una prospettiva economica all’area e di cui allo stesso tempo possa godere tutta la cittadinanza». Il tema della destinazione d’uso della pineta Albano sembra dunque essere questione aperta, sulla quale incombe la necessità di trovare un equilibrio tra le diverse esigenze in campo, a prescindere dall’esito della controversia amministrativa. «Con la decadenza del vincolo per la costruzione dell’istituto scolastico, l’area della pineta non è stata classificata come area verde, ma è divenuta una sorta di “zona grigia” – specifica l’avvocato Malinconico – e il problema della sua utilizzazione resterà aperto fino a quando non le sarà data una definitiva destinazione urbanistica. Su questa prospettiva la famiglia Albano ha già da tempo espresso ampia disponibilità all’amministrazione comunale».

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