Delogu restituirà 260mila euro – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. L’ex direttore generale della Provincia di Nuoro, Manuel Delogu, è stato condannato dal tribunale di Nuoro (sezione Civile, giudice del lavoro Paolo Dau) a restituire all’ente la somma complessiva di 259mila euro, 540mila e 58 centesimi, quali pagamenti indebiti percepiti tra il 2010 e il 2015. La sentenza è stata pronunciata ieri e disattende completamente le richieste avanzate da Delogu (in passato sindaco di Orosei e fino al 31 dicembre 2019 direttore generale dell’Istituto superiore regionale etnografico), che aveva promosso una causa civile contro l’ente. Delogu chiedeva che la Provincia gli restituisse la somma di circa 130mila euro lordi che gli erano stati corrisposti per aver svolto gli incarichi di responsabile del Contratto d’area di Ottana e di presidente del Nucleo di valutazione della Provincia. La sentenza ha accolto integralmente la tesi del legale dell’amministrazione, avvocata Gabriella Cassarà. E ha sancito il principio dell’omnicomprensività della retribuzione corrisposta a Delogu (difeso dall’avvocato Mario Fois) in quanto dirigente. Un principio stabilito dal decreto Tremonti, (il Decreto legislativo 165 del 2001), per il quale il trattamento economico remunera tutte le funzioni e i compiti attribuiti ai dirigenti. In altri termini: nulla in più era dovuto a Delogu per aver presieduto il Nucleo di valutazione e aver svolto il ruolo di responsabile del Contratto d’area.

Il giudice nel dare ragione alla Provincia, è andato persino oltre. E ha accolto quanto proposto nella domanda riconvenzionale fatta dall’ente. La Provincia infatti, ha prodotto una documentazione che dimostra non soltanto che l’incarico conferito a Delogu fosse soggetto al principio di omnicomprensività, ma anche che avesse percepito somme indebite ben superiori a quelle al centro della sua richiesta di restituzione, quantificate in oltre 259 mila euro. La somma tiene conto dei conteggi esibiti dalla Provincia, non contestati dalla difesa di Delogu.

Il tribunale, a sostegno della sua decisione, ha fatto esplicito riferimento oltre che agli atti prodotti dalle parti, a due sentenze, una della Cassazione, e una, recente (2020) della Corte dei conti. Soprattutto nella pronuncia del giudice contabile, si entra più nello specifico, con un caso in gran parte simile a quello di Delogu. In particolare,laCorte dei conti ritiene attenga a una “ipotesi di responsabilità ammininistrativa contabile connessa alla illegittima erogazione, in favore di direttore generale e segretario generale, di emolumenti aggiuntivi quali componenti del Nucleo di valutazione, in violazione del principio di omnicomprensività”. Essendo stato violato quel principio, “i compensi corrisposti al direttore generale in qualità di presidente del Nucleo di valutazione costituiscano un danno erariale”.

È scontato che Manuel Delogu farà appello contro la sentenza di primo grado appena pronunciata. Nel frattempo, davanti al tribunale penale di Nuoro è imputato di abuso d’ufficio: avrebbe cercato di procurarsi un ingiusto vantaggio patrimoniale attribuendosi indennità attraverso l’adozione di alcune delibere da lui firmate. Le indennità riguardavano appunto il Nucleo di valutazione e il ruolo di responsabile del Contratto d’area. Nei suoi confronti, nel 2014, presentò un esposto l’allora funzionario della Provincia, Giovanni Deiana, mentre il dirigente del settore Ragioneria della Provincia, Mariano Meloni, arrivato a dicembre 2014, notò una determina che riguardava le indennità del Contratto d’area, firmata da Delogu durante un periodo in cui Meloni era in ferie. La annullò, e da lì partì il calcolo delle somme percepite da Delogu, con la richiesta di restituzione di 180mila euro.

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