Danni dalle gelate di aprile chiesto lo stato di calamità – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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SORGONO. Corrono ai ripari i Comuni del Mandrolisai dopo le gelate che hanno interessato le produzioni vitivinicole. Sorgono, Atzara e Meana Sardo hanno infatti inoltrato richiesta alla Regione e alle sue agenzie, per il riconoscimento di calamità naturale. A darne notizia il commissario Mario Carta per Sorgono, e il primo cittadino di Atzara Alessandro Corona e quello di Meana Sardo Marco Demuru. Aprile non strizza l’occhio alle produzioni e dopo un periodo di caldo, durante il quale le piante hanno avviato il germogliamento, il freddo delle gelate ha stoppato il ciclo vitale. Tra il 7 e l’8 aprile il gelo ha ammantato a macchia d’olio ettari di vigne, danni dei quali è ancora presto stabilirne la quantità: saranno i tecnici preposti a verificarne l’estensione. «Questa volta le gelate hanno investito maggiormente l’agro circostante il nostro piccolo centro – spiega Mario Carta da Sorgono (169 ettari di superficie vitata) – L’abbassamento repentino delle temperature tra i meno 4 i meno 6 gradi ha bruciato i germogli delle viti compromettendone la produzione d’annata. Sono numerosi i vigneti andati parzialmente distrutti, mentre per capire la sorte di altri, nei quali la gemmazione era ancora nella fase iniziale, sarà necessario attendere lo sviluppo delle condizioni climatiche dei prossimi giorni. Stesso discorso – prosegue Carta – vale per i frutteti e per gli orti, a cui il gelo ha arrecato danni notevoli. L’intervento della Regione, oggi è più che mai è necessario».

Anche ad Atzara, 239 ettari di superficie destinata alla viticoltura, «si tratta di fenomeni oramai ciclici, che però investono il territorio a macchia d’olio. Basti pensare che una parte delle produzioni ha avuto danni notevoli con azzeramento della produzione, a seguito delle gelate del 2017. Mentre questa volte, il fenomeno ha interessato altre parti del territorio atzarese. I danni chiaramente per la pianta sono a lungo termine perché la produttività rimane compromessa anche negli anni successivi».

Interessata anche Meana Sardo (165 ettari) dove «per il momento abbiamo verificato un pò di danni e ricevuto diverse segnalazioni dai produttori» commenta Marco Demuru. «Il caldo anomalo del periodo scorso ha risvegliato le piante avviandone il ciclo produttivo – commenta Leonardo Salis, presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra – è il segnale che i cambiamenti climatici stanno condizionando produzioni storiche come queste del Mandrolisai. Bisogna intervenire per compensare le perdite e avviare una programmazione che tenga conto dei cambiamenti».

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