Da domani via ai vaccini per il personale sanitario – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Poco meno di 300. Questo il numero delle persone che il 18 e il 25 febbraio prossimi saranno vaccinate nel Distretto di Macomer. Si comincia domani col personale sanitario e socio sanitario per proseguire giovedì prossimo con amministrativi, addetti alle pulizie e al portierato. Nella lista dei soggetti cui dovrà essere inoculato il siero ci sono anche una cinquantina di ospiti delle strutture sociali per anziani. Tutti aspettano da settimane che arrivi il loro turno. In primis i camici bianchi che si dicono sfiniti da questa attesa, a tratti snervante.

«Siamo di fronte a un ritardo inaccettabile», tuona Silvia Cadeddu, presidente della Conferenza territoriale socio sanitaria della Assl di Nuoro. «Bisogna proteggere chi ogni giorno mette a rischio la propria salute per prendersi cura di quella degli altri. Nel Poliambulatorio di Nuraghe Ruiu ci sono oncologi, fisioterapisti, oculisti, radiologi, ecografisti e infermieri che stanno a stretto contatto con i pazienti. Come ben sappiamo il Covid non ha arrestato la sua corsa e c’è la possibilità che pure da noi arrivi qualcuna delle sue varianti. Alla luce di tutto ciò, è inammissibile che questa categoria di professionisti non sia ancora stata immunizzata. In altri Distretti sanitari – sottolinea Silvia Cadeddu –, si sta già programmando il calendario per la vaccinazione degli over 80 mentre nel Marghine, spesso la Cenerentola di turno, ci sono ancora medici di base, di specialistica ambulatoriale e amministrativi in lizza per ottenere la prima dose del siero Moderna».

Come detto i ritardi nella somministrazione hanno creato e continuano a creare malumori. Nell’ospedaletto macomerese si respira un clima pesante. La sensazione di abbandono, e di essere quasi l’ultima ruota del carro, accomuna molti tra coloro che operano al suo interno.

«Non può esserci una sanità di serie A e una serie B – rimarca la presidente della Conferenza –, il nostro territorio ha il sacrosanto diritto di stare al passo con tutti gli altri. Discorso che deve valere anche per le sue comunità. Da anni assistiamo allo smantellamento di servizi indispensabili. La chiusura di scuole, uffici postali e pubblici ne sono un chiaro esempio. Per questo, ora più che mai, il Distretto di Macomer deve essere un presidio capace di garantire assistenza agli utenti e protezione agli operatori. Vigilerò – conclude Silvia Cadeddu –, affinché ciò si verifichi. A partire dai vaccini».

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