Da anni in lista d’attesa: 300 famiglie senza alloggio – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Trecento persone in lista d’attesa per l’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare. Di queste, oltre 30 famiglie vivono in case occupate abusivamente. L’emergenza abitativa in città continua ad essere uno dei problemi più spinosi e mai risolti negli ultimi 10 anni. E ora la pandemia e la crisi economica non hanno fatto altro che aggravarla. A lanciare l’allarme è il Movimento di lotta per la casa che, partendo dalla discussione tra amministratori locali e cittadini, su quale destino attribuire ai ruderi pericolanti dei quartieri storici (se abbatterli o recuperarli), invita il Comune a partecipare al Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare. Bando che mettendo in dotazione 853,81 milioni di euro, finanzia i progetti di Comuni e Regioni per aumentare l’edilizia residenziale sociale. Le proposte preliminari possono essere fatte entro il 16 marzo 2021, e il contributo massimo riconoscibile per ogni proposta ammessa al finanziamento è di 15 milioni di euro.

«Non è possibile che nel 2021 assistiamo impotenti a situazioni drammatiche, con famiglie che ancora non hanno una casa – sottolineano Antonio Pirisi e Tiziana Mereu, attivisti del Movimento –. In città sono tredici le ingiunzioni di sfratto formulate da Area nei confronti di cittadini che hanno occupato abusivamente degli alloggi. L’ultimo episodio è di qualche mese fa, quando gli agenti della polizia municipale e una volante della polizia, erano intervenuti nella ex casa del custode dell’asilo di Furreddu, tra via Aosta e viale Costituzione. L’immobile, dove aveva ancora sede il coro Barbagia, era stato occupato da una coppia di giovani genitori e una bambina di due mesi. All’origine dell’occupazione la perdita del lavoro da parte del padre a causa della situazione sanitaria».

Quindi un passo indietro di quattro anni, per ricordare che la questione relativa alla destinazione delle ex case dei custodi, era stata affrontata dall’allora assessore con delega al Patrimonio Lina Denti, ed era stata oggetto di una delibera di giunta del gennaio 2017 che, per far fronte all’emergenza, prevedeva di requisire quelle case, non utilizzate per le attività didattiche, e aggiungerle al patrimonio edilizio degli alloggi popolari, per sopperire alle situazioni più gravi di disagio abitativo. «Anche allora – aggiungono i due sostenitori del Movimento – una famiglia aveva occupato la casa del custode della scuola dell’infanzia di via Malta, sede di un’associazione folkloristica. In quell’occasione l’assessore Denti aveva inviato una nota ufficiale a tutti i dirigenti scolastici per chiarire di chi fosse la competenza delle strutture, e per sottolineare quanto fosse impensabile avere decine di immobili occupati dalle associazioni, mentre fuori dalla porta, centinaia di famiglie attendevano un posto dove poter vivere. Oggi – evidenziano – è necessario ripartire da lì, sottoponendo subito a regime di controllo i prezzi degli affitti. Paradossalmente a Nuoro, pur essendo fermi i lavori a Su Pinu e ancora incompleti i Pilotis di Funtana Buddia, non mancano le case da destinare all’edilizia popolare». Il Movimento di lotta per la casa, infine, chiede all’amministrazione Soddu di riattivare la Commissione alloggi, sostenendo che il Comune non sia tecnicamente in grado di gestire l’emergenza. «Dovrebbe affrontare il problema insieme ad Area, che ha le competenze, affidandole un mandato politico – aggiungono Antonio Pirisi e Tiziana Mereu –. Nella scorsa legislatura, inoltre, presentammo una piattaforma che prevedeva la creazione di nuovi alloggi utilizzando immobili di enti pubblici in disuso, e acquisendo dai privati case da ristrutturare in centro. Ci chiediamo se quella proposta sia mai stata valutata».

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