Cure palliative a domicilio vietate nel fine settimana – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Continuità assistenziale nelle cure palliative: è questa la parola d’ordine di ogni medico palliativista. Un obiettivo che all’hospice di Nuoro non è ancora possibile raggiungere per la mancanza di medici ed infermieri. Se per i 250 pazienti terminali seguiti ogni anno nella struttura dell’ospedale Zonchello l’assistenza è garantita 24 ore su 24, 7 giorni su 7, altrettanto non si può dire per i 130 pazienti che invece vengono seguiti a domicilio. Per loro l’assistenza inizia il lunedì e si interrompe il venerdì. Una situazione drammatica, soprattutto per i malati terminali e per le loro famiglie che spesso ricorrono al 118 o alla guardia medica con ricoveri inappropriati in reparti destinati ai pazienti acuti, che pure potrebbe essere risolta definitivamente con l’assunzione di altri due medici e due infermieri.

Questa è la proposta arrivata sino in Parlamento grazie ad un’interrogazione della deputata e neo capogruppo del Centro democratico, Mara Lapia, che ha chiesto al ministro della Salute Roberto Speranza un intervento per risolvere le criticità riguardanti la carenza di personale nella struttura del capoluogo barbaricino.

«Al momento, a causa della mancanza di medici e infermieri, risulta impossibile coprire la fascia relativa al weekend: in questa maniera si pregiudica la continuità delle cure palliative nei confronti dei pazienti assistiti al di fuori della struttura» osserva la parlamentare e componente della Commissione affari sociali e sanità che chiede il potenziamento della equipe di cure palliative guidata dal dottor Salvatore Salis.

Attualmente, nell’hospice nuorese, operano 3 medici, 9 infermieri, 8 operatori socio-sanitari, un’ausiliaria, due psico-oncologhe, un assistente spirituale e ben 18 volontari, più lo stesso direttore. Il personale gestisce il reparto di 10 posti letto, un’area di day-hospice e di un ambulatorio per le cure palliative. Tra i servizi offerti vi è inoltre quello relativo alla consulenza ospedaliera e all’assistenza domiciliare. Ed è proprio questo servizio che deve essere potenziato per garantire, anche a chi è assistito nella propria casa, il rispetto della dignità della persona giunta alla fase terminale della propria esistenza.

«Ritengo sia opportuno implementare il servizio di assistenza domiciliare, in un’ottica di rafforzamento della medicina territoriale, con l’assunzione di almeno altri due medici più altri due infermieri», osserva ancora la deputata Lapia nel sottolineare che il servizio svolto dall’hospice va avanti tra mille difficoltà. Nonostante il grande spirito di abnegazione con il quale i medici e gli infermieri della struttura garantiscono la massima assistenza ai pazienti ci sono una serie di criticità connesse alla carenza di personale.

«Proprio per mantenere i livelli essenziali di assistenza gli operatori in servizio sono costretto a estenuanti turni di lavoro, altre volte si saltano i riposi e le ferie» chiarisce Lapia.

E tutto diviene ancora più difficile nel momento in cui si registrano casi di malattia tra il personale. «Ritengo dunque necessario un intervento del ministro affinché – è la sua conclusione – di concerto con l’Azienda per la tutela della salute, si garantisca la piena funzionalità dell’hospice di Nuoro».

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