Creato a Lussinpiccolo un mini pronto soccorso per le tartarughe marine – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Andrea Marsanich / FIUME

Assieme a quello di Pola è l’unico centro di recupero delle tartarughe marine in Croazia. A Lussinpiccolo, nell’ambito del pregevole istituto Plavi svijet (Mondo blu), è attiva una struttura che da anni si adopera a favore di questi meravigliosi rettili, sottoposti negli ultimi decenni ad un’esistenza non certo facile, complicata dalla presenza in mare di tantissima plastica, reti di pescatori, immondizie di vario genere, imbarcazioni.

Il centro lussignano, nato nel 2013, ha finora curato 33 esemplari, di cui ben 11 nei primi quattro mesi del 2021 e anche questa è la prova che le tartarughe marine devono affrontare situazioni sempre più difficili, pericolose, stressanti. «Purtroppo nel periodo gennaio–aprile siamo stati informati della morte di 25 tartarughe nelle acque croate dell’Adriatico, numero molto alto e indice di un quadro che preoccupa gli esperti e non solo – è quanto dichiarato dalla responsabile di questo ospedale per rettili marini, la fiumana Mateja Zekan, da tempo trapiantata a Lussinpiccolo – i maggiori pericoli derivano dalle attività di pesca, con le tartarughe che spesso finiscono nelle reti delle strascicanti, nelle reti da posta, in quelle lasciate a marcire sui fondali. Abbiamo anche avuto due casi in cui gli animali hanno inghiottito gli ami rispettivamente di un palamito e di una canna per la pesca al tonno». Il centro, supportato dal progetto intitolato Life Euroturtles, si trova in Val di Sole, tra gli alberghi Aurora e Vespera della lussignana Jadranka. È composto da tre vasche di dimensioni maggiori e da due più piccole, con la Zekan che in questa opera di assistenza lavora al fianco di Tina Belaj, giovane veterinaria di Lussingrande.

Entrambe – non appena arriva una tartaruga marina – la controllano dettagliatamente per capirne le condizioni di salute, accertando eventuali lesioni oppure se sia esausta, disidratata o colpita da assideramento. Se necessario, ne curano le ferite e in alcuni casi ricorrono all’infusione. «Negli ultimi tempi abbiamo avviato ua campagna di educazione dei pescatori professionisti e posso dire che la categoria sta sempre più comprendendo i problemi che attanagliano le tartarughe – ha dichiarato la Zekan – non si comportano più come prima, quando gettavano subito in mare gli esemplari pescati casualmente e destinati così a morte certa o quasi. Ora le lasciano in coperta, consentendo agli animali di uscire dallo stato comatoso e di respirare a pieni polmoni. Purtroppo c’è anche tanta plastica in giro, con le tartarughe che scambiano i sacchetti di nylon con le meduse, di cui sono ghiotte. Le conseguenze possono essere fatali».

A Lussinpiccolo gli animali convalescenti vengono nutriti bene, con sardelle e calamari, fino a quando giunge il momento di tornare nell’ambiente marino. La Zekan ha poi precisato che cinque esemplari, il cui carapace è più lungo di 45 centimetri, sono stati dotati di Gps, che trasmettono alla struttura isolana dati preziosi sui percorsi compiuti e sulle aree dove amano maggiormente soggiornare.

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