Covid, a Nuoro in aiuto i medici pensionati

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NUORO. La campagna di vaccinazione anti Covid a Nuoro, iniziata ieri mattina con le prime dosi per i medici dei reparti più critici dell’ospedale San Francesco, è partita nel segno della speranza. In questa fase di pandemia, al di là dell’obbligatorietà della vaccinazione che non c’è, sarebbe necessario che tutto il personale sanitario si immunizzasse. «È l’unica arma che abbiamo per porre fine alla diffusione del virus, e far sì che le misure restrittive e il lockdown non debbano durare all’infinito – dice Maria Giobbe, riconfermata qualche giorno fa alla carica di presidente dell’Ordine provinciale dei medici –. Confidiamo che in un tempo brevissimo si riesca ad avere le dosi per tutto il personale, in modo da poter poi passare alla campagna vaccinale della popolazione. La Sardegna come il Molise – aggiunge – è tra le ultime regioni ad aver iniziato la profilassi. Motivo che sembrerebbe legato alla mancanza di risorse umane da “utilizzare” per questa attività. Ecco perché l’Ordine dei medici ha accolto con entusiasmo la proposta di personale in pensione che si è offerto, a titolo gratuito, di operare in questa fase di emergenza. Un modo per superare il ritardo della campagna vaccinale – sottolinea Giobbe – che ha portato la nostra isola a stare indietro rispetto alle altre regioni. Grazie al loro aiuto si riuscirebbe in poco tempo a immunizzare tutti».

Così, ancora una volta, il problema dei problemi è la carenza cronica di personale che penalizza la sanità nuorese. Da due anni a questa parte, c’è stata una progressiva perdita di figure professionali. La pandemia ha travolto gli ospedali, già sguarniti, aumentando l’attività dei medici e degli operatori in corsia che, con coraggio e abnegazione, continuano ad affrontare l’emergenza.

«Il San Francesco – rimarca la presidente dell’Ordine dei medici, nonché responsabile facente funzioni della struttura di Radiologia e Diagnostica – era il terzo polo sanitario della Sardegna e riusciva a garantire prestazioni non solo ai pazienti del centro dell’isola. Poi c’è stato il depauperamento delle risorse e il progressivo impoverimento del sistema sanitario, incapace di fornire lo stesso livello di cure al territorio. Negli ultimi anni, molto personale del nostro ospedale è andato a rinforzare altre realtà. A questo, si è aggiunta la sempre più grande difficoltà a trovare figure professionali formate. Una carenza – aggiunge – che non si risolverà in tempi brevi. Con l’uscita di scena di medici che andranno in pensione, negli anni a venire si subirà un forte crollo del personale. Stando ai dati nazionali, infatti, mancheranno 50mila specialisti. Basti pensare che ci sono oltre 22mila neolaureati in medicina candidati per entrare in specialità e potersi aggiudicare i contratti di formazione che sono sempre inferiori rispetto alla richiesta. E al San Francesco – conclude Maria Giobbe – la situazione è tutt’altro che rosea: il personale dei reparti è ridotto all’osso, manca la metà dei medici previsti in organico e, in quasi tutti, la figura del direttore è sostituita da primari facenti funzioni».

Sblocco del turn over, espletamento dei concorsi e copertura dell’organico, sottodimensionato da troppo tempo, in questo inizio d’anno, sono le parole magiche per riconsegnare alla sanità nuorese il titolo di eccellenza che momentaneamente le è stato tolto. Più investimenti, dunque, per ridare centralità al paziente e garantire a tutti il diritto alla salute.

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