Covid-19, il Governo studia le riaperture: coprifuoco alle 23 e nuovi parametri per l’assegnazione delle fasce – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Il Governo Draghi studia le prossime aperture.

Al vaglio dell’esecutivo c’è innanzitutto l’alleggerimento dell’attuale coprifuoco, provvedimento considerato ormai necessaria da parte di tutti i partiti di maggioranza, anche se con sensibili differenze.

La Lega continua a chiedere l’abolizione del divieto di uscire di casa nelle ore notturne, ma sia Draghi che Speranza, sostenuti da tutti i partiti del centrosinistra e dai M5S, sono pronti, per il momento, a concedere un’ora in più, spostando le lancette dell’orologio del coprifuoco alle 23 anziché alle 22.

La nuova misura potrebbe partire già da lunedì 17 maggio, giorno in cui diverse regioni, Sardegna compresa, dovrebbero cambiare fascia. L’Isola corre a vele spiegate verso la zona gialla, ma l’ufficialità ci sarà solo venerdì.

A proposito di fasce, posto che il Governo considera irreversibili le riaperture – salvo emergenze –  è allo studio un cambiamento dei parametri per l’assegnazione dei colori. Secondo quelli attuali almeno tre grosse regioni, Lombardia, Campania e Veneto, rischierebbero il passaggio in arancione. Per questo motivo il Governo e il Cts, coerentemente con le decisioni prese nelle ultime settimane, stanno valutando di usare come parametri principali quelli relativi alla pressione sul sistema sanitario. I livelli di saturazione dei posti letto ospedalieri diventerebbero i principali requisiti per la permanenza in fascia gialla, scalzando di fatto l’indice Rt. Una valutazione che va di pari passo con la progressione della campagna vaccinale, giunta a circa 24 milioni di dosi inoculate. La popolazione anziana e i pazienti fragili sono stati gradualmente messi “in sicurezza”, e quindi automaticamente cala la pressione sulle strutture sanitarie.

Un’altra misura fortemente condivisa dalle diverse forze politiche è quella della riapertura dei centri commerciali nel weekend. I negozi “non essenziali” di queste strutture, fino ad oggi costretti a chiudere il sabato e la domenica, potrebbero riaprire la saracinesca nel fine settimana del 22 e 23 maggio o in quello successivo, ma l’ufficialità arriverà nei prossimi giorni.

Ristoranti al chiuso e palestre dovrebbero riaprire il 1 giugno, nonostante il pressing del centrodestra che chiede di anticipare. Via ai matrimoni invece il 15 giugno.

L’obbligo della mascherina all’aria aperta potrebbe infine decadere, ma se ne parlerà non prima di metà giugno, quando il numero di vaccini inoculati dovrebbe superare i 30 milioni.

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