Corso senza isola pedonale a Bosa l’ira dei negozianti – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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BOSA. Sospendere e rivedere le attuali limitazioni imposte dall’isola pedonale nel Corso Vittorio Emanuele. È quanto chiedono, con un chiaro grido di dolore e sofferenza, una quarantina di titolari di attività che si affacciano sulla storica via in acciottolato, che resta deserta per buona parte della giornata. Trentotto le firme apposte a una petizione inviata in Comune, promossa dai titolari delle attività presenti da piazza Santa Giusta fino al centro cittadino, con allegate precise richieste. «Il progetto dell’isola pedonale non si è mai compiutamente realizzato. Chiudere l’accesso e la sosta dei veicoli al Corso in queste condizioni di pandemia inoltre significa imporci un isolamento socio economico che spinge di fatto alla chiusura delle attività», spiega un drappello di portavoce degli operatori.

Fortemente preoccupati per il presente e futuro delle loro imprese, dei dipendenti, di decine di famiglie e di tutto l’indotto economico legato alle diverse imprese. «I parcheggi di piazza Cano, di via Cugia, di piazza Nassiria sono destinati solo agli abitanti del Corso e lì stazionano da mesi sempre le stesse auto, mentre i nostri clienti non hanno possibilità di trovare uno stallo libero, se non lontano da questa zona», questa una delle problematiche sollevate.

Con l’avvio dell’isola pedonale in tanti si aspettavano un investimento in arredo urbano e cura del verde pubblico che al momento appare latitante. Insomma il salotto buono nel cuore di Bosa «si sta trasformando in un quartiere di periferia». Pino Ledda, presidente della cooperativa pescatori Nettuno, lamenta poi la difficoltà nel garantire l’approvvigionamento del pesce al suo esercizio commerciale, al numero 25 del Corso, che deve garantire le norme sanitarie della catena del freddo.

Queste le premesse a precise richieste messe nero su bianco, «ma non abbiamo coinvolto i cittadini residenti», aggiungono dal fronte del Corso, indirizzate via Pec al Comune nei giorni scorsi. Gli operatori firmatari chiedono quindi l’apertura al traffico dei veicoli nella bassa stagione, con possibilità di sosta per almeno 30 minuti; l’apertura dei parcheggi di piazza Santa Giusta (per la quale si chiede un impegno straordinario) e piazzale Cano anche alle auto dei non residenti; la conversione degli stalli liberi di via LungoTemo in zona disco orario.

Mentre per l’alta stagione turistica si chiede maggiore cura dell’arredo urbano e più efficace vigilanza diurna e notturna per il rispetto delle prescrizioni di chiusura come isola pedonale.

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