Contrordine: no alle maschere e al falò

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OTTANA. Contrordine del sindaco di Ottana, Franco Saba, sulla possibilità di accendere nella serata di oggi, 16 gennaio 2021, il fuoco in piazza in occasione dei vespri in onore di sant’Antonio abate, patrono del fuoco, e della “prima essia”, la prima uscita delle maschere etniche di boes, merdules e filonzana che coincide, ogni anno, con la manifestazione religiosa: l’accensione e la benedizione del falò non ci saranno. Non ci sarà neppure l’accensione del fuoco in forma simbolica, come aveva annunciato il primo cittadino qualche giorno fa. Nulla, neppure un fuocherello, in piazza San Nicola, ai piedi dell’omonima cattedrale, un tempo sede vescovile.

«Troppi rischi di assembramenti e troppi pericoli per la salute pubblica a causa della pandemia» ha fatto sapere ieri il sindaco in una lettera ai cittadini. Per la prima volta da secoli la tradizione salterà. E salteranno anche i balli popolari e la cena in piazza offerta, insieme alle “gazzas” (dolci tipici di Ottana) e al vino nuovo, dagli organizzatori. Si terranno solo le funzioni religiose all’interno della chiesa: i vespri, la messa e la benedizione del pane votivo da parte del nuovo parroco, don Pietro Borrotzu. Le maschere, invece, usciranno, ma in forma singola e spontanea, senza corteo, senza assembramenti e nel rispetto delle norme anti Covid e del coprifuoco che inizierà alle 22. Poi a Ottana, dove “sa prima essia” fa parte dell’identità popolare, scenderà il silenzio. «Avevamo preannunciato l’accensione di un fuoco simbolico in piazza San Nicola – ricorda il sindaco nella lettera ai cittadini – ma questo avrebbe comportato un alto rischio di assembramenti con le possibili conseguenze che tutti conosciamo, oltre a varie limitazioni nella zona dell’evento tra cui il divieto di somministrazione e di consumo di bevande alcoliche nei bar antistanti la piazza San Nicola e nelle zone limitrofe e la chiusura e la vigilanza dell’intera zona. Abbiamo esaminato – fa sapere ancora il primo cittadino – anche la possibilità di organizzare l’accensione del fuoco in altra sede, al chiuso, e di trasmetterla attraverso i social, precludendo in tal modo la presenza diretta della cittadinanza. Questa scelta, però, a nostro avviso, avrebbe avuto bisogno di una condivisione collettiva e non di una decisione dei soli amministratori e, comunque, sarebbe un evento non all’altezza della tradizione ottanese perché non avrebbe avuto anima». Da qui la decisione del sindaco di fare marcia indietro e di annullare tutto. «Continueremo la tradizione il prossimo anno – conclude Franco Saba nella lettera –. Oggi, anche se Ottana allo stato attuale è Covid free, il nostro impegno principale è quello di tutelare la salute dei cittadini». E pazienza per l’interruzione della tradizione secolare che non c’è stata neppure durante la guerra o nel periodo della peste. Sant’Antonio, stavolta, sicuramente capirà.

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