Contro l’area pedonale petizione con 200 firme – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. L’isola pedonale ancora non convince: a distanza di un anno dall’istituzione dell’Apu, area pedonale urbana h 24 al Corso Garibaldi, arriva una corposa raccolta firme di cittadini, professionisti e commercianti che chiedono all’amministrazione comunale di rivedere tutto. Una petizione partita dagli esercenti ed estesa agli abitanti della zona, ai professionisti che nella via Majore lavorano e ai comuni cittadini, dove viene mesa in luce la difficile situazione che la via dello shopping nuorese si trova ad affrontare da quando l’isola pedonale, o meglio l’Apu, è stata istituita. In appena una settimana la petizione ha raccolto 200 firme tra cittadini, commercianti, professionisti e corrieri che a gran voce chiedono una rimodulazione dell’area o addirittura la sospensione in attesa che la situazione pandemica migliori. «Le imprese non possono essere lasciate da sole a fronteggiare un momento così drammatico: non sono a rischio soltanto gli oltre mille posti di lavoro ma l’intera filiera del settore, e la stessa possibilità di immaginare, per chiunque, un futuro professionale nella nostra città – dice Salvatore Piredda, presidente del Centro commerciale naturale del Corso che riunisce circa 80 esercenti –. Tradotto non vuole dire parcheggi e auto al Corso, ma ripristinare una chiusura a tempo, per consentire il transito dei mezzi merci, lo scarico delle stesse ad orari pratici – spiega Piredda –. La questione vera a mio parere è che Nuoro non ha chiaro il suo modello di business, cioè come renderla attrattiva per far sì che la città sia popolata e possa essere resa “spendibile”. La zona centrale non ha più le carte in regola per essere attrattiva e spendibile. Io – aggiunge – penso che il centro storico attuale, vada ripensato, perché se da una parte si rende necessaria l’esigenza di adottare un Piano urbano della mobilità sostenibile, è anche vero che per adottarlo la città deve avere le caratteristiche per permetterlo». Secondo Agostino Cicalò, presidente di Confcommercio Nuoro Ogliastra e della Camera di Commercio di Nuoro l’Apu, rimane sì una bella idea, «ma che non risulta fruibile da potenziali clienti, dai passanti e dai commercianti stessi – sottolinea Cicalò –. È certamente vero che in questi 12 mesi è cambiato un mondo, ma la pandemia non può giustificare ciò che invece la mancata progettualità rischia di causare: il fallimento di tutto – aggiunge –. L’amministrazione avrebbe dovuto parlare di più con gli esercenti, già cinque anni fa, per iniziare a progettare i servizi essenziali in grado di accogliere i flussi di persone che vogliono raggiungere il centro: a partire dai parcheggi».

Di superficialità e assenza di prospettive parla Antonio Cambedda, presidente provinciale di Federmoda e commerciante del Corso, che punta il dito contro una amministrazione comunale cieca e sorda nei confronti di una categoria in profonda sofferenza. «Questa petizione è una risposta democratica ai nostri amministratori che in questi mesi hanno sostenuto che la maggior parte dei commercianti è a favore dell’Apu – dichiara Cambedda – . Ad agosto è stata emessa un’ordinanza che stabiliva l’istituzione dell’isola pedonale senza nemmeno interpellarci; una scelta che ha dato l’ennesima mazzata a un settore già in crisi – spiega –. Tante sono state le promesse di assessori e sindaco, a partire dal coinvolgimento dei commercianti in questo progetto, ma niente di tutto questo si è mai avverato – conclude il presidente di Federmoda –. Per un amministratore dire cose non vere non è perdonabile».

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