Consorzio universitario e “Satta” il caso in consiglio comunale – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Approderà in consiglio comunale la questione della biblioteca “Satta” e dell’ente UniNuoro. Per i due consorzi nuoresi è iniziato il conto alla rovescia e stanno per essere liquidati, dopo la decisione della Regione che ha previsto la nascita al loro posto di due fondazioni. La scelta non è però approvata dall’amministrazione civica, convinta che il governo di biblioteca e università debba rimanere nel territorio, in capo al Comune capoluogo, per l’appunto, e alla Provincia che ne sono stati sinora i soci principali. Da qui la richiesta formale di una seduta del consiglio comunale apposito, fatta dai capigruppo di maggioranza Michele Siotto (L’Italia in Comune), Marcello Calia (Per Andrea Soddu Sindaco), Emilio Zola (Ripensiamo Nuoro) e Narciso Guria, che nell’assemblea civica rappresenta la lista “Un’altra Sardegna-Un’altra Nuoro”.

L’obiettivo è di approfondire la situazione dei due enti, anche riguardo alle questioni finanziarie che non sono ininfluenti nelle problematiche determinatesi nelle ultime stagioni e hanno certo favorito la stessa scelta della Regione di modificarne natura giuridica. E, insieme, è arrivata la decisione d’inserirli nel proprio alveo istituzionale, seppur con la previsione che nel consiglio di amministrazione abbiano un posto sia il Comune, sia la Provincia, ma anche le due università di Cagliari e Sassari, che fanno l’esordio in assoluto nel governo di un ente esterno. Il cambio sta per realizzarsi. Infatti, è prossimo il tempo per l’ingresso negli uffici dei due consorzi dei commissari liquidatori, che prenderanno il posto degli amministratori straordinari, gestori nell’ultimo decennio, anch’esso di commissariamento. La legge, approvata nello scorso ottobre, gli ha dato ampio mandato, per verificare attività e passività finanziarie, così come il compimento degli atti per il passaggio di personale e beni materiali alle due fondazioni. Per la costituzione di queste ultime il tempo massimo è di sei mesi, dall’entrata in vigore della norma. La Regione crede che la soluzione sia la migliore per il futuro delle due istituzioni, stante anche la difficoltà del Comune capoluogo di garantire, nel caso della biblioteca, la sua quota di contribuzione (290mila euro), a cui lo obbliga la qualità di socio. Opposta la posizione dell’amministrazione civica, con il sindaco Andrea Soddu. L’atto della Regione da quest’ultimo è stato visto come uno scippo, considerato che sia il consorzio bibliotecario, sia quello universitario sono nati e cresciuti con l’iniziativa e il supporto dei due enti locali. (f.p.)

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