Consorzio industriale, l’assessora Pili venerdì a Nuoro – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. La Regione non può obbligare il commissario del Consorzio di Pratosardo a mettere a disposizione i documenti relativi alla liquidazione dell’ente. Questa nella sostanza la risposta dell’assessora regionale dell’Industria, Anita Pili, alle organizzazioni provinciali degli imprenditori, che lavorano per assicurare un futuro al sito produttivo. Giovedì scorso i rappresentanti datoriali si sono ritrovati in municipio, a Nuoro, per la prima riunione del gruppo di lavoro, nominato dal Comune, ente che dovrebbe subentrare nella gestione di Pratosardo. L’impossibilità di esaminare le carte sul procedimento di liquidazione ha avuto come effetto una lettera all’assessora Pili, per chiederle un intervento chiarificatore presso il commissario. L’esponente della giunta regionale risponde a stretto giro e pone innanzitutto un limite alla sua possibilità d’intervento. Perché, spiega, «gli atti gestionali del commissario non sono soggetti ad alcuna approvazione da parte della Regione». Un limite che l’assessora mette in correlazione con il tipo di rapporto presente tra i vecchi consorzi, alcuni già liquidati, e la Regione stessa: «Per i consorzi Zir non esiste alcun tipo di controllo analogo, perché, diversamente al caso delle partecipate, dei consorzi la Regione non detiene alcuna quota del capitale». L’informazione con cui viene comunicata dall’esponente della giunta regionale l’impossibilità di poter fare qualcosa per risolvere il contenzioso, non è comunque un declinare le proprie responsabilità. L’assessora, infatti, informa che venerdì prossimo sarà a Nuoro, per esaminare la questione Pratosardo, e inviterà all’incontro, pubblico, il commissario del Consorzio, Gabriele Leoni. «È necessario fare un approfondimento e capire che cosa stia succedendo – rimarca Pili – anche perché non ricordo situazioni analoghe». Sulla stessa questione della messa a disposizione delle carte del Consorzio, dopo avere premesso i limiti di un intervento diretto, precisa: «Non conosco la tipologia di documenti sui quali avrebbe posto il veto il commissario, ma ritengo comunque si tratti di documenti pubblici. Più in generale – aggiunge – è comunque fondamentale che chi deve acquisire il Consorzio sia in grado di fare tutte le opportune valutazioni». Quest’ultima è la condizione posta dal Comune sin dal momento in cui si è presa in considerazione la possibilità di subentrare nella gestione dell’area industriale. Tra gli impegni di cui farsi carico c’è il personale e la gestione delle infrastrutture. Sui debiti pregressi si vuole la certezza della copertura da parte della Regione.

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