Consorzio: conti a posto, anzi no – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Ma il consorzio industriale provinciale non aveva risanato i propri conti e vantava un bilancio in attivo? Sono passati appena tre mesi da quando l’ex presidente Piero Guiso, poco prima di lasciare il mandato, annunciava che la situazione debitoria era in via risanamento con la contrazione di mutui a tassi più vantaggiosi e la vendita di aree industriali, e che il 2019 si era chiuso con utili per 30mila euro, facendo intendere che la situazione si sarebbe ripetuta con il bilancio 2020. Stupisce pertanto che pochi giorni fa la Provincia, uno degli azionisti del consorzio, abbia versato all’ente un contributo straordinario di 300mila euro per risanare, almeno in parte, le perdite accumulate negli anni. Versamento che fa seguito a un altro del 2019 di 500mila euro con le stesse motivazioni. La Provincia ha dovuto ottemperare alle norme che regolano gli obblighi degli enti pubblici con partecipazioni in consorzi, e lo ha fatto attingendo a un fondo di tre milioni stanziato dalla Regione nel 2018 proprio per ripianare queste perdite.

Ma come è accaduto che un consorzio che si dichiara in salute batta ancora cassa a un ente pubblico per sanare vecchi debiti? Interpellato dalla Nuova, l’ex presidente Guiso, che oggi fa comunque parte del consiglio d’amministrazione (al suo posto è stato eletto l’imprenditore Luciani Pittorra), conferma che sì, oggi i conti sono a posto, soprattutto dopo la vendita di alcune aree nella zona industriale di Ottana-Bolotana, e che i debiti sono riferiti al passato. E rimanda ogni spiegazione tecnica al direttore del consorzio Salvatore Serra. Si tratta di un aiuto una tantum, spiega quest’ultimo (mica tanto in realtà visto che i versamenti sono due come abbiamo visto), ed è la prima volta che il consorzio fa ricorso a questa opportunità concessagli dalle norme. E in effetti nelle delibere della Provincia si fa preciso riferimento alla situazione debitoria del 2017 (per il versamento di 500mila euro) e del 2018 (per gli attuali 300mila), anni in cui il consorzio chiuse il proprio esercizio con perdite superiori a 800mila euro in entrambi i casi. Quali sono le cause di questo buco che fa seguito ad alcuni anni di bilanci in attivo? Il motivo lo spiega lo stesso consorzio nella richiesta alla Provincia per il primo versamento, quello del 2019. «Il risultato negativo è dovuto al perdurare della fermata produttiva di Ottana Polimeri e di Ottana Energia. La chiusura delle principali aziende ha comportato una riduzione dei ricavi legati in particolar modo alla depurazione dei reflui di processo che passano da 747mila euro del 2016 a 170mila del 2017».

La situazione cambia decisamente nel 2019, l’anno di cui si conosce l’ultimo bilancio ufficiale (approvato lo scorso ottobre 2020). Anche perché il consorzio riesce a vendere aree industriali dismesse per 935mila euro, proprio con l’obiettivo di sanare la sua posizione debitoria: sono le stesse aree che porteranno all’apertura di un’inchiesta penale verso l’ex presidente Guiso e il direttore Salvatore Serra, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. Al di là di questo aspetto, resta da capire perché nel 2021 un ente che si dichiara sano e in attivo dal 2019 continui a ricevere aiuti pubblici per il proprio dissesto, ormai superato.

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