Concorso truccato, sentenza rinviata per sentire un teste – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Ieri mattina era attesa la sentenza del processo a carico di Salvatore Pinna, l’ingegnere di Desulo ritenuto il deus ex machina dell’inchiesta “Sindacopoli”, accusato insieme a Gian Luigi Casula junior di rivelazione del segreto d’ufficio, per aver favorito due candidati (Stefano Casula e Fabrizio Piras chiamati a rispondere del reato di truffa) al concorso per infermieri indetto dalla Asl di Nuoro nel 2014. Il tribunale in composizione collegiale, dopo le repliche da parte del pubblico ministero Giorgio Bocciarelli e dell’avvocato Francesco Lai, difensore di Pinna, ha ritenuto necessario l’esame testimoniale di un coimputato, Ruggero Piras, prosciolto con sentenza definitiva in sede di udienza preliminare per estinzione del reato per l’esito positivo della messa alla prova. Il teste verrà sentito il 29 aprile, giorno in cui le parti formuleranno ancora una volta le loro conclusioni.

Il pm ieri ha tenuto a ribattere su quanto replicato dalla difesa di Pinna, in merito ad alcuni punti della sua requisitoria. Bocciarelli, richiamando le Sezioni unite, ha ribadito che «la conversazione intercettata costituisce corpo del reato allorché essa integra di per sé la fattispecie criminosa e, in quanto tale, è utilizzabile nel processo penale».

Punto sul quale è intervenuto ancora una volta l’avvocato Lai che rivolgendosi ai giudici ha detto: «Si tratta di capire se nelle intercettazioni che sono state trascritte e sulle quali verrà fondata la vostra decisione, si possa ritenere documentata la consumazione del reato. In altri termini – ha sottolineato l’avvocato – se quando i soggetti citano lettere a caso, si stiano riferendo alle domande che verranno assegnate alla prova preselettiva del concorso per infermieri dell’Asl. Io ritengo che non sia così. Di conseguenza non si può ritenere che in quella intercettazione sia racchiusa la consumazione del reato. Non si può ritenere quello il momento della rivelazione del segreto d’ufficio. Sotto questo profilo – ha concluso Lai – penso che debbano essere applicate le Sezioni unite e perciò tutte quelle intercettazioni, a questo punto, non debbano essere utilizzate». La procedura concorsuale risalente a 7 anni fa era finita sotto la lente d’ingrandimento della Procura per una vicenda di presunti favoritismi e fughe di notizie. Secondo l’accusa formulata dal pm, l’ingegnere di Desulo avrebbe agevolato i due aspiranti infermieri: sarebbe riuscito ad ottenere, tramite un dipendente dell’Asl, Ruggero Piga, le 30 domande e le risposte dei quiz della prova preselettiva che poi avrebbe consegnato ai due.

Il pm Bocciarelli aveva chiesto condanne per tutti: 1 anno e 8 mesi per Pinna, e 4 mesi per gli altri imputati. I difensori: Francesco Lai, Simonetta Pinna, Giovanni Melis e Giovanni Satta, invece, l’assoluzione. (k.s.)

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