Con la pandemia aumentano le truffe online – Pescheria di via Tirso – Tortolì

  • di

NUORO. Quelli che ci cascano di più sono i boomer, ossia le persone che hanno un’età compresa tra i 55 e i 75 anni. Ma nelle maglie delle truffe informatiche rimangono impigliati anche i più giovani, chiaramente meno. E per due ottime ragioni: intanto i nativi digitali hanno maggiore dimestichezza con la rete e le sue insidie – compresi gli acquisti online –, e poi perché hanno meno disponibilità economica. E quando restano fregati, è in genere per importi meno alti.

Ma che il fenomeno sia diffuso lo dimostrano i numeri, aggravati dalla pandemia. Tutti casa per tempi che si sono dilatati, negozi chiusi, e acquisti su pc o smartphone. Spesso son dolori. «Nella provincia di Nuoro nel 2020 sono stati denunciati alle varie stazioni dei carabinieri 735 reati relativi a truffe, frodi e delitti commessi mediante mezzi informatici», spiega il tenente colonnello Saverio Aucello, comandante del Reparto operativo del Comando provinciale. E la tendenza in questi primi mesi del 2021, non sembra diminuire: dal primo gennaio a oggi ci sono già oltre 200 denunce.

«Le indagini, per quanto riguarda lo scorso anno, hanno permesso di individuare gli autori di 168 degli episodi. Ma in molti casi è emersa la scaltrezza e la capacità delinquenziale di chi mette in atto questo tipo di reati».

Sono bravi, non c’è che dire. Riescono a vendere di tutto: la casistica parla di oggetti – i più disparati – mai consegnati oppure di acquisti per un certo articolo che si risolvono nella consegna di un qualcosa ben diverso, e soprattutto il cui valore è di gran lunga inferiore. E che dire di polizze assicurative stipulate da presunti agenti, salvo poi scoprire che la copertura non esiste magari quando accade un incidente oppure si è fermati a un posto di blocco.

In tutti questi casi, il denominatore comune è che si paga, e subito. Cifre anche molto alte. «In qualche caso, 5, 6 e anche 7mila euro. Per comprare macchine che poi non arrivano e il cui venditore sparisce». Ma prima ha intascato i soldi.

È chiaro che gli acquisti consistenti li fa chi ha disponibilità proporzionate. Per non finire senza soldi e senza ciò che si è acquistato, ci sono alcune regole che i carabinieri suggeriscono, un decalogo che si trova in questa stessa pagina.

Ma non ci sono soltanto gli acquisti incauti tra le trappole della frequentazione della rete. C’è il “phishing”, ossia la regine dei crimini online. Attraverso un’e-mail o anche un semplice sms, apparentemente provenienti da istituti bancari o postali, si cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari, codici di accesso, così da poter prelevare le somme di denaro. Ci sono poi le estorsioni sessuali, “sextortion”, la truffa del ricatto sessuale sul web. Dopo essere stati contattati attraverso i social network da un account con profilo, si viene invitati a effettuare una videochiamata con lo scopo di acquisire immagini “compromettenti”, chiedendo successivamente soldi per evitare la diffusione delle immagini acquisite. Ancora, il “cryptolocker” sfrutta le potenzialità del phishing e le integra con la dannosità dei virus. Doppio risultato: si rubano le credenziali bancarie o postali, e in più si installano virus nel computer. Diffidate, gente, dffidate .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

– Guarda le Offerte della Pescheria di via Tirso – Tortolì

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *