Con i consorzi azzerati saltano i patti sulle nomine – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Tra gli effetti della norma che sposta alla Regione il ruolo guida di UniNuoro e biblioteca “Satta”, quello di dover rivedere gli assetti negli organismi in cui il Comune ha delle partecipazioni. I due consorzi, che presto saranno fondazioni, escono dalla sfera decisionale del municipio e l’amministrazione dovrà rinunciare a indicare propri uomini. Questo almeno per quanto riguarda le presidenze. Perché comunque, il Comune il rappresentante nel Consiglio di amministrazione ce l’avrà, ma la legge stabilisce sia il sindaco.

Niente compromessi tra i partiti e neppure la possibilità che lo stesso primo cittadino assegni la carica a una delle forze alleate, per garantire gli equilibri nella maggioranza. Il sindaco Andrea Soddu, per la verità, contrariato dalla svolta regionale per i due consorzi, è sbottato: «Il sindaco di Nuoro non si siederà mai in un consiglio di amministrazione che la Regione ha deciso debba nascere senza che vi sia stato un accordo col Comune». Una posizione che confida sulla possibilità di modificare ancora una volta la norma. Ma si è nel futuribile. Mentre la realtà è di un cambio che tra meno di mese sarà efficace (“ope legis”).

Oggi ci sono due partiti con due posti in meno in quello definito volgarmente “sottogoverno”. La guida della biblioteca “Satta” spettava a Italia in Comune, secondo gruppo dopo la lista Soddu, nella coalizione che a novembre ha conquistato per la seconda volta il Comune capoluogo. Fatta anche la designazione per la presidenza, a favore dell’avvocato Antonello Menne. Nessuna nuova “avance” politica, all’interno della coalizione, almeno che fosse nota, invece per il Consorzio per gli studi universitari nella Sardegna centrale. Tanto da farne prevedere un controllo della lista “Andrea Soddu Sindaco” e la riconferma dell’attuale commissario, Fabrizio Mureddu. Ma ora il pallino passa alla Regione. Un’amministrazione, da non dimenticare, di centrodestra e sardista, che non ha nulla da dividere con il governo del capoluogo, dove la radice civica e l’indole di sinistra sono stati affermati e riaffermati. Pensare che tra le due parti ci possa essere un accordo politico che superi la cesura, a iniziare proprio dalla titolarità delle nomine, è pura fantasia. Mentre all’interno del municipio la novità chiede nuovi assetti. Non sembra infatti possa mettere a posto le cose il fatto che le rinunce sono di pari misura, per i due partiti: una presidenza in meno per la lista del sindaco e una per Italia in Comune. Tanto più che alla finestra nella maggioranza si sono due forze minori, “Ripensiamo Nuoro” e “Un’altra Sardegna. Un’Altra Nuoro” (quest’ultima con Centro democratico e socialisti) che sinora sono rimasti senza incarichi, sia di giunta e sia degli enti esterni. Tanto da fare commentare, sommessamente, ai propri dirigenti: «In questa coalizione, più che la politica conta la forza dei numeri», con chiara allusione al fatto che il successo di voti del primo cittadino, si è tramutato in una serie di nomine per i propri uomini. La squadra del sindaco oggi ha in dote sei assessorati, la presidenza della società “in house” è-Comune e il consorzio UniNuoro. In piedi anche la possibilità di prendere l’Atp, l’azienda del trasporto urbano, negli ultimi anni presieduta da Stefano Flamini (“Ripensiamo Nuoro”). Italia in Comune ha invece incassato la presidenza del Consiglio comunale e un assessorato. Ma perde la possibilità di un altro ruolo guida (della biblioteca “Satta”) e potrebbe chiedere in cambio qualcosa di pari valore. Da sistemare la condizione di “Ripensiamo Nuoro” e “Un’altra Sardegna. Un’altra Nuoro”. Erano in predicato di ottenere uno scranno nel consiglio di amministrazione di UniNuoro, previsto anche per Italia in Comune. Il cambio della struttura dell’ente sembra doverli tagliare fuori, com’è avvenuto nella composizione della giunta. Non c’è che da volgere lo sguardo verso un’alternativa, che non è escluso possa nascere anche da una revisione tra qualche tempo degli assetti nell’esecutivo.

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