Chiusi e inaccessibili scatta l’emergenza per gli archivi storici – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Archivi storici della città chiusi sotto chiave, in alcuni casi mal ubicati e quasi totalmente privi di una concreta campagna di digitalizzazione: è allarme sui documenti che raccontano la storia di Nuoro e della sua gente. Migliaia di carte custodite in luoghi ignoti quasi alla totalità di nuoresi e ricercatori; e che avanzano inesorabilmente verso un deterioramento definitivo. Se l’Archivio di Stato in città rischia di chiudere i battenti per sempre, come annunciato nei giorni scorsi, non se la passano meglio le memorie custodite da enti pubblici e realtà sociali cittadine. Uno stato di cose che non deriva solo dall’imperversare della pandemia di Covid-19 ma anche da una serie di difficoltà riscontrate negli anni dagli uffici competenti, anche se pare che qualcosa sia in procinto di muoversi proprio negli ultimi tempi soprattutto sul tema della digitalizzazione. L’Archivio Storico Comunale “Salvatore Satta” ubicato nel museo Tribu, ad esempio, custodisce fonti documentarie che restituiscono un interessante spaccato della storia della città a partire dal 1772 e fino al 1974: «I beni contenuti all’interno dell’archivio storico sono in buono stato di conservazione – assicura Giovanni Mele, il capo di gabinetto del sindaco – Al fine di salvaguardare e valorizzare tale patrimonio storico documentale è stata digitalizzata una prima parte di pregio di registri, volumi e atti di oltre un secolo. Attualmente l’immobile che ospita l’Archivio è oggetto di interventi strutturali. Una volta conclusi i lavori la documentazione sarà liberamente consultabile. Inoltre è intento dell’amministrazione comunale di procedere alla digitalizzazione dell’intero patrimonio documentale in modo da renderlo fruibile on line». È chiuso ormai da anni anche l’archivio storico della curia vescovile, custode di migliaia di atti che raccontano la genealogia della famiglie nuoresi e tanto altro ancora. Lo spazio, che prima era frequentato da tantissimi studiosi ed appassionati, non apre i battenti dall’inizio dei lavori di ristrutturazione dell’immobile: «È auspicabile una riapertura nel prossimo autunno – afferma il responsabile della comunicazione della diocesi don Francesco Mariani – nei nuovi locali dell’ex istituto di scienze religiose, sopra la filiale della Deutsche Bank. Il ritardo è dovuto a problemi esclusivamente di natura strutturale ma si è già provveduto a digitalizzare buona parte della documentazione conservata negli antichi volumi. Presto tutta la documentazione sarà consultabile nelle due modalità, cartacea e virtuale, in uno spazio che sarà più ampio e confortevole alla ricerca e allo studio».

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