Chiude la Cardiologia dell’ospedale di Lanusei – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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LANUSEI. Cardiologia chiude i battenti per mancanza di medici. Dopo un lungo stillicidio, il reparto del Nostra signora della Mercede sospende le attività di ricovero a partire dal 31 dicembre. Secondo la comunicazione di Luigi Ferrai, direttore del presidio, verranno assicurate gli accertamenti diagnostici e gli interventi terapeutici di base. La notizia, non del tutto inattesa, arriva nel bel mezzo dell’organizzazione della mobilitazione in difesa della sanità ogliastrina che ripartirà dai 23 sindaci schierati in fascia tricolore di fronte all’ospedale di Lanusei. L’appuntamento è fissato per domani a mezzogiorno, una data scelta non a caso dal sindaco Davide Burchi che, in qualità di presidente della conferenza sociosanitaria territoriale ha convocato i suoi colleghi proprio alla vigilia della chiusura del reparto che più di ogni altro soffre per la carenza di specialisti ed è rimasto con solo 2 cardiologi. «Sono stato in ospedale in questi giorni, e la situazione è preoccupante. Questa volta – sottolinea il sindaco – a lanciare l’allarme sono stati i primari per cui siamo in allerta rossa. I medici sono sempre meno e soffriamo, come altre strutture sanitarie, questa carenza strutturale. Occorrono medici ed in fretta». Come riuscire ad ottenerli? Burchi ritiene che la risposta sia sempre la stessa, maggiore qualità del servizio unita a quella che, soprattutto nel breve periodo, appare improcrastinabile: retribuzioni aggiuntive per chi lavora in Ogliastra. Alla mobilitazione di piazza non mancherà una delle voci più critiche riguardo la gestione della sanità sul territorio ogliastrino il sindaco di Bari Sardo, Ivan Mameli. «Occorre un’azione immediata. Nel caso contrario – tuona Mameli – si rischia di assuefarsi ad una situazione d’emergenza che non viene più vissuta come tale. Abbiamo bisogne di risposte strutturale o finiremo per continuare a piangerci addosso». Sulla chiusura di cardiologia è intervenuto, infine, il consigliere regionale Salvatore Corrias. «Quanto era stato annunciato si sta drammaticamente avverando. Noi non ci stiamo. Non ci stiamo a questa sanità al cardiopalma. Non ci stiamo ad una situazione in cui si continua a dire che sinora non c’è stata alcuna programmazione, e che quindi la colpa è sempre degli altri. Sarebbe più onesto chiedersi – dichiara Corrias – piuttosto, se questa lenta emorragia potesse essere evitata e se, soprattutto, vi si possa porre rimedio d’ora innanzi, visto che tra qualche giorno andrà a regime la riforma sanitaria, per la quale verranno stanziate le risorse necessarie nella prossima legge finanziaria».

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