Chirurgia sull’orlo del collasso – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. L’interrogazione all’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu sulla situazione della Chirurgia dell’ospedale San Francesco è servita soltanto a riportare momentaneamente l’attenzione sul disastroso stato in cui da mesi si trova il reparto che un tempo era il fiore all’occhiello della sanità nuorese. Nulla, dopo l’allarme lanciato dai consiglieri regionali di Leu, Daniele Cocco, Roberto Deriu, e Eugenio Lai, si è mosso per trovare una soluzione ai massacranti carichi di lavoro che da mesi gravano sulle spalle dei (pochissimi) chirurghi rimasti in corsia. Anzi, se possibile la situazione si è ulteriormente aggravata.

Quanto emerso nel corso dell’incontro della scorsa settimana indica chiaramente che gli specialisti, convocati dalla direzione della Assl e del presidio ospedaliero per un confronto, si dovranno sobbarcare quattro o cinque turni notturni alla settimana senza i riposi previsti dalla legge. Un situazione talmente insostenibile da far paventare clamorose quanto drastiche decisioni. Non è escluso, infatti, che si arrivi alle dimissioni in blocco dei chirurghi che dopo una prima diffida, affidata ad un avvocato lo scorso anno, potrebbero chiedere tutela legale. Il reparto diretto da Carlo De Nisco, già in passato al centro di un’interruzione forzata dell’attività chirurgica (sia quella programmata sia quella in emergenza) per la cronica carenza di specialisti è ormai al collasso. La situazione attuale è rappresentata con dovizia di particolari nell’interrogazione depositata alla fine di settembre dai tre rappresentanti dell’opposizione in consiglio regionale , rimasta sinora senza risposte. «Nonostante le richieste di prestazioni sempre più crescenti, dovute anche all’emergenza sanitaria da Covid-19, il contingente del reparto di chirurgia dell’ospedale San Francesco si è ridotto all’attività di soli 4 chirurghi a fronte di 14 specialisti previsti dalla pianta organica» scrivono Cocco, Deriu e Lai.

«A causa del perdurare delle condizioni di carenza di personale sarà inevitabile la riduzione dell’importantissima attività di chirurgia programmata e delle emergenze H24, con gravi ripercussioni per la salute dei cittadini» è l’allarme dei consiglieri regionali che sottolineano come «l’incapacità dell’Ats di gestire l’operatività dei reparti, le assegnazioni e le richieste di personale medico a Nuoro, oltre a creare disservizi ai cittadini, crea confusione e disagio agli stessi operatori sanitari, i quali hanno più volte segnalato lo stato di particolare criticità della pianta organica, sollecitando una soluzione organizzativa che possa sopperire a questa situazione». Per i tre rappresentanti dell’opposizione risulta evidente «una progressiva destrutturazione del presidio ospedaliero nuorese da parte dei vertici del sistema sanitario regionale, nonostante le rassicurazioni e gli impegni presi dall’assessore della Sanità a favore degli ospedali dell’interno». Il servizio specialistico di chirurgia dell’ospedale di Nuoro offre prestazioni di diagnosi e terapia per i cittadini con patologie che rientrano nell’ambito della chirurgia generale sia in regime ordinario sia di emergenza; le attività comprendono il ricovero d’urgenza, il ricovero in day hospital, il ricovero programmato e il day surgery (con trattamento chirurgico multidisciplinare di patologia oncologica e non, chirurgia laparoscopica e robotica avanzata, chirurgia endocrina e chirurgia senologica) oltre all’attività ambulatoriale di chirurgia generale, pronto soccorso chirurgico ed ecografia interventistica. Una lunghissima e qualificata offerta assistenziale destinata tuttavia, in mancanza di specialisti a rimanere lettera morta.

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