Cent’anni di libri e grandi viaggi – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Tzia Franzisca Pinna, 100 anni oggi, a differenza della sua omonima cantata da De Andrè in quel lavoro stupendo che è l’Indiano, non “ha smesso di pregare”. Così come non ha smesso di fare tante altre cose che la rendono a questa veneranda età una donna ancora incredibilmente attiva, autonoma e con una vis ironica importante. Un supporto per niente farmaceutico ma tutto naturale per affrontare con il piglio giusto questa fase della terza, ma verrebbe da dire, anche della quarta età. Lo sguardo è ancora quello di un tempo: veloce e scattante. Lo stesso passo sembra avere il pensiero, per niente affievolito dall’incedere del tempo. Tzia Franzisca è capace di ricordare momenti e situazioni di quando era solo una bambina, nella sua Galtellì prima che arrivasse a Nuoro a 18 anni per lavorare in un’abitazione borghese. Ma la sua memoria non ha sfasature temporali, mostra una grande tenuta nel fotografare e raccontare con dovizia di particolari situazioni sia del breve che del lungo periodo.

Non si sa se questa sua capacità di rielaborare fatti e di tradurli in un italiano praticamente perfetto, impeccabile, abbia una spiegazione scientifica, ma ci piace credere che la sua passione per i libri e la sua curiosità per i tanti rivoli che la vita riservi sia stata davvero d’aiuto. «Leggo tantissimo, da sempre. A volte anche due libri contemporaneamente» racconta la centenaria che nel soggiorno della sua abitazione, poco distante dal Quadrivio, è circondata dai volumi. Tra quelli letti e quelli che attendono di essere divorati. In questi giorni accarezza “Il codice da Vinci” di Dan Brown e “Giovanni Tolu” di Enrico Costa. Una centenaria glocal, capace di passare dalla trama avvincente, di un thriller internazionale alle vicende di un bandito nostrano di fine Ottocento, praticamente quasi un suo contemporaneo. Lei entra con grande trasporto nelle pagine, un vero viaggio che regala emozioni dalla poltrona di casa. Ovviamente in quest’anno dedicato al 150 esimo anniversario della nascita di Grazia Deledda, che conti alla mano, aveva solo 10 lustri in più di lei, anche tzia Franzisca non nasconde ammirazione per la scrittrice. Che sente veramente vicina. «Era una donna molto capace e coraggiosa. È riuscita ad arrivare lontano malgrado gli ostacoli che le si sono posti davanti fossero numerosi. Ho letto moltissime cose sue, romanzi e novelle. Naturalmente più volte “Canne al vento”, ambientato nella mia Galtellì». Vedova da diversi anni, tzia Franzisca era sposata con Antonio, (Antoneddu), Pintori. Un amore grande il loro, vissuto con complicità e modernità. Dalla loro unione sono nati tre figli, due maschi e una femmina. Ma l’affetto per la centenaria “lettrice onnivora” si moltiplica anche grazie ai sei nipoti e ai tre pronipoti. Tutti molto presenti anche in occasione di questo importante anniversario. Lei si gode il traguardo del secolo con un solo piccolo rammarico, aver smesso di viaggiare. «Sono stata praticamente ovunque in Italia e all’estero. A Venezia per esempio 12 volte, ma anche in Argentina dove avevo adottato una bambina per corrispondenza e le inviavo i soldi per aiutarla. A un certo punto mi è venuta voglia di conoscerla e assieme a una mia amica siamo partite» racconta. La sua giornata procede senza particolari sussulti ma con buone abitudini che la aiutano a svegliarsi con il piede giusto, e soprattutto ad avere obiettivi e passioni ancora vive. Per questo Franzisca Pinna con un sorriso da centenaria non è stanca di pregare. Lo fa alla sua parrocchia di riferimento quella del Sacro Cuore dove è nota anche per il suo slancio nel volontariato lungo una vita.

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