Cannas propone un patto sociale ai sindaci – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «I medici qui non vogliono venire perché è sempre stato raccontato come un casino. E allora impegniamoci per invertire la rotta, per raccontare anche le cose belle e le tante eccellenze che abbiamo nella sanità, per dialogare sempre per trovare le soluzioni, per fare in modo che gli uffici che devono decidere rimangano qui e ci facilitino il compito. Insomma, ora qui, io vi propongo un patto sociale». Il neo direttore generale dell’Asl nuorese, Paolo Cannas, non ha timore di descrivere la realtà usando termini decisamente meno consueti del solito.

Nella sala consiliare della Provincia, del resto, sa di avere davanti la più folta presenza di sindaci del territorio che le riunioni della conferenza socio-sanitaria abbiano mai visto negli ultimi anni, e di questo ne dà conto la stessa presidente Silvia Cadeddu. E sa anche, Cannas, che gli stessi amministratori locali hanno sentito troppe promesse non mantenute e ne hanno visto di tutti i colori, sul fronte sanitario. E che non si è trattato affatto di racconti fantasiosi, no, ma della dura realtà che tanti hanno toccato da vicino.

Sa che hanno assistito a tagli impietosi, a viaggi della speranza, alle tante sedi vacanti di medici di famiglia, come ricorda la sindaca di Fonni, Daniela Falconi, a molti bambini senza pediatra, a guardie mediche che mancano, a «un grosso problema di disparità di risorse con Cagliari e Sassari, e alla necessità di un riequilibrio», come precisa il primo cittadino di Gavoi, Salvatore Lai. A una «sanità territoriale che va ricostruita, grazie anche alla Regione che ha ripristinato le azienda sanitarie», come precisa il sindaco di Macomer, Antonio Succu. Paolo Cannas sa bene, insomma, che i sindaci hanno raccolto, per usare le parole del sindaco di Oliena, Bastiano Congiu – «il grido di dolore delle nostre comunità. Perché succede così, in paesi come il mio, dove per 7000 abitanti c’è un solo medico».

E per questo, il numero 1 dell’Asl, sa che non è più tempo di giri di parole: “casino” veniva puntualmente raccontato dai sindaci e dalle cronache, e “casino” dunque lo chiama. Ma al suo primo incontro con i primi cittadini, ha anche quel po’ di sana rabbia che lo porta a voler cambiare le cose. «Perché se ci muoviamo compatti – dice – possiamo invertire la rotta. Ai comuni, ad esempio, attraverso il fondi del Pnnr, arriveranno i soldi per la telemedicina e l’assistenza domiciliare. Collaboriamo anche per questo. I tre pilastri di questo rilancio saranno la parte ospedaliera, il territorio che rappresenta una opportunità e che deve puntare sull’assistenza domiciliare, e la gamba amministrativa– gli uffici che decidono ce li dobbiamo avere qui, e qui dobbiamo decidere dove indirizzare i soldi che arrivano». «Come amministratori – ha detto il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu – saremo al fianco dell’Asl, con un atteggiamento di esigenza, controllo, ma con uno spirito di piena collaborazione. Come abbiamo dimostrato anche negli ultimi giorni, quando dalla mattina alla sera siamo stati chiamati a collaborare per lo screening nelle scuole e abbiamo fatto puntualmente il nostro dovere».

Ma l’incontro di ieri, in Provincia, al nuovo direttore generale Asl, è servito anche per fare il punto su tutti i lavori e progetti, per un valore complessivo di 54 milioni di euro, che interesseranno la sanità nel territorio. A cominciare dalla realizzazione di un nuovo corpo ospedaliero negli attuali parcheggi dipendenti del San Francesco, da destinare al Pronto soccorso Covid nel primo piano, a 16 posti letto per la Terapia intensiva nel secondo, e a 20 posti letto per la Terapia semi intensiva nel terzo.

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