Campagna vaccinale in tilt sindaco sul piede di guerra – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Durante la campagna vaccinale negli 8 centri del Marghine è successo di tutto. A Borore persino che il vicesindaco e l’assessore al Bilancio siano dovuti andare a Nuoro per ritirare le dosi di siero destinate agli over 80 del paese. «Il trattamento riservato al nostro Comune è stato davvero incomprensibile – ha tuonato il sindaco, Bastiana Carboni –. La programmazione non all’altezza delle aspettative. Sono arrabbiata e avvilita». Nelle due giornate di immunizzazione, il 6 e il 9 aprile scorsi, la quantità di scorte inviate dalla Assl è andata ben al di sotto di quelle pattuite. «Lunedì scorso – rimarca il primo cittadino – a fronte delle 165 ne sono arrivate solo 54. Venerdì le Pfizer sono state 126 invece che 165. Dopo diverse sollecitazioni, ce ne sono state consegnate ulteriori 60 di AstraZeneca». Un cambio di programma che ha costretto gli amministratori a inviare una comunicazione tardiva a tutti gli abitanti invitandoli, non c’erano vincoli di età, a sottoporsi al vaccino qualora lo desiderassero. «Mi auguro che episodi di questo tipo non abbiano a verificarsi mai più. È inaccettabile che a pagare debba essere sempre la popolazione e, in questo caso, quella appartenente alle fasce più deboli». A dar man forte a Bastiana Carboni, il sindaco di Silanus.

In una nota ufficiale inviata ai vertici dell’Ats, Gian Pietro Arca ha contestato apertamente il modus operandi adottato dall’Azienda per la tutela della salute nella campagna di immunizzazione. «Non pare affatto essere – ha osservato – il frutto di un’azione capace di garantire una celerità di somministrazione dei sieri, nonché un’uguaglianza di trattamento per tutti i Comuni. Mi duole rilevare che in alcune zone del territorio regionale l’inoculazione risulti essere ampiamente avanti rispetto ad altre dove l’attività è partita a mala pena». Considerazioni che hanno trovato il pieno appoggio di Silvia Cadeddu, presidente della conferenza territoriale socio-sanitaria della Assl di Nuoro e del presidente del comitato socio-sanitario, Ignazio Piras. «Sottoscriviamo ogni singola parola – hanno affermato – non possiamo permettere che ci siano cittadini di serie a e di serie b. I nostri anziani hanno gli stessi diritti di coloro che risiedono nei distretti sanitari diversi da quello di Macomer». E alla paventata ipotesi che le vaccinazioni per gli ultrasettantenni possano essere effettuate tutte nella città del Marghine dicono no. «Faremo le barricate – assicurano – vogliamo che ogni paese abbia il suo centro di immunizzazione, com’è stato fino adesso».

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