Campagna anti Covid: il bilancio è confortante – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. «Numeri più confortanti rispetto allo scorso fine settimana ma pur sempre scarsi rispetto alla capacità organizzativa dell’Ats che avrebbe potuto monitorare almeno il doppio delle persone per ogni giornata». Andrea Rubattu, assessore con delega alla Protezione civile del Comune di Macomer, ha commentato così i dati sull’adesione dei cittadini alla campagna screening regionale “Sardi e sicuri”. Tra sabato 13 e domenica 14 febbraio sono stati eseguiti 1866 test rapidi. 10 i sospetti positivi già sottoposti al tampone molecolare e in attesa del risultato. «Un campanello d’allarme rispetto alla situazione delineatasi sette giorni fa» ha affermato Rubattu.

In effetti, nel weekend precedente tutti i 1775 esami avevano dato esito negativo. Anche a Borore tra le 446 persone testate, alcune, hanno dovuto effettuare un secondo controllo.

Così com’è successo a Birori. «Nel nostro paese – ha riferito il sindaco, Silvia Cadeddu – si è registrato un solo caso sospetto. Come da protocollo sanitario è scattata la quarantena preventiva, anche per i contatti stretti, in attesa che venga comunicato se hanno contratto il Covid o no. Auspico – ha aggiunto – che questo possa avvenire nel minor tempo possibile e che, a differenza di quanto successo nei mesi passati, nessuno debba essere costretto a trascorrere giorni e giorni nella propria abitazione in balia degli eventi. Per il resto vorrei ringraziare le tante mamme e i figli che hanno aderito alla campagna di monitoraggio». Anche a Bolotana tra i 750 sottoposti a screening, tanti sono stati i bambini. «Il 30% in più rispetto alla settima scorsa. Non posso che ritenermi soddisfatta. I cittadini – ha sottolineato il sindaco, Annalisa Motzo – hanno mostrato una grande coscienza civica anche se i numeri, come nel resto del Marghine, sarebbero potuti essere al di sopra di quelli effettivi». Il piccolo centro è andato controcorrente anche per la massiccia partecipazione dei lavoratori autonomi.

Non è stato così a Bortigali. «Partite Iva e ragazzi sono mancati all’appello. Più numerosi gli anziani. Dati alla mano – ha ammesso il sindaco, Francesco Caggiari – abbiamo mantenuto il trend della volta precedente. Credo che in molti abbiamo sprecato un’occasione per testare lo stato di salute non solo di una comunità ma di un intero territorio». Dello stesso avviso il primo cittadino di Noragugume, Rita Zaru. «Da noi hanno risposto all’appello in poco più di 70. Un calo considerevole se si pensa che il 6 febbraio si erano presentati in un centinaio. Ora non resta che confidare nei vaccini. Unica speranza per uscire dal baratro».

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