Cagliari saluta un pezzo di storia: 40 chili di esplosivo per far andare giù la torre servizi del silos, alta 54 metri  – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Questo pomeriggio, per conto del Consorzio Pangea, aggiudicatario dell’appalto per poco più di 1 milione di euro, la ditta Deton Srl ha fatto brillare la prima parte del fabbricato realizzato, nei primi anni 70, dall’allora Consorzio Agrario della Provincia di Cagliari e reso inagibile, con ordinanza dei Vigili del Fuoco e dell’Autorità portuale di Cagliari, dal lontano 2011. Il corpo interessato in questa prima fase di demolizione (le altre due proseguiranno nelle prossime settimane) è quello della torre servizi, alta 54,40 metri ed un tempo adibita agli elevatori per il sollevamento dei cereali. A generare il rapido collasso della struttura, intorno alle 14.05, la detonazione di 40 chilogrammi di esplosivo dislocati in più punti del plesso, la cui caduta è stata attutita da appositi vasconi di 60 metri di lunghezza disposti lungo tutto il perimetro dei silos. Contestualmente, con il brillamento di piccole microcariche sistemate nelle vasche, è stato indotto l’innalzamento di un muro d’acqua nebulizzata, alto 40 metri, per contenere la propagazione delle polveri derivanti dall’impatto a terra della porzione di fabbricato.

Un primo step, quello odierno che, al di là del lato meramente spettacolare, ha richiesto un lungo periodo di progettazione, studi, simulazioni, conferenze di servizi per l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, numerosi interventi per lo smontaggio delle parti mobili e delle strutture accessorie e, non ultimo, un notevole esborso da parte dell’Ente per la demolizione e la riqualificazione dell’area. Ma anche un lavoro di tre anni e mezzo, nel corso dei quali, l’AdSP, dopo aver sospeso l’abbattimento del fabbricato stabilito dall’ex Autorità Portuale di Cagliari nella primavera del 2017, ha condotto diverse sollecitazioni di mercato per attrarre potenziali investitori interessati a riqualificare il fabbricato in chiave turistico ricreativa, sulla scia di quanto avvenuto in passato nelle principali città portuali europee ed oltreoceano. Proposte la cui mancata formalizzazione ha riattivato il processo di demolizione che, da oggi, proseguirà per
alcune settimane con altre due volate, lo sgombero delle aree ed il ripristino dei piazzali.

“Dopo una parentesi di continui tentativi per trovare imprenditori interessati a riqualificare i silos in chiave turistico e ricreativa – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – abbiamo dovuto definitivamente portare a termine il programmato intervento di demolizione, oneroso sia dal punto di vista economico, con oltre un milione di euro di appalto, che procedimentale, per l’enorme sforzo della struttura tecnica per la progettazione e l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni. Dopo 10 anni dalla dichiarazione di inagibilità, il porto si riappropria finalmente di una vasta area nella parte operativo-commerciale, che verrà destinata al già avviato progetto di riordino e razionalizzazione degli spazi di banchina e retrobanchinali nonché al potenziamento dei servizi al traffico crocieristico”.

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