«Bruciare quel verbale? Un errore da parte mia» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «È stato un errore, un errore da parte mia» dice Gigi Sanna, il pastore cantante degli Istentales. «Un gesto troppo forte, troppo eclatante, me ne rendo conto, ma comunque necessario per sollevare il caso. Certo, non dovevo dare fuoco a quel verbale… » riconosce. «Mi sono lasciato andare a un momento di rabbia, di esasperazione totale – spiega ancora –. Non era mia intenzione offendere nessuno, né le istituzioni né nessun altro, questo no. La mia è stata una reazione dettata dalla disperazione. L’impeto ha avuto il sopravvento. Anche se resto convinto di essere dalla parte del giusto, non dovevo bruciare quel verbale. Se l’ho bruciato è perché volevo creare un caso, volevo portare l’attenzione di tutti verso il nostro mondo, il mondo dei pastori, delle campagne».

Il barbudo menestrello degli Istentales, non è tipo da fare retromarcia. Ma stavolta riconosce di aver esagerato: venerdì sera ha dato fuoco («simbolicamente», ribadisce più volte) al verbale che gli agenti della polizia di Stato gli avevano consegnato un’oretta prima in via Amstrong perché trovato senza mascherina indosso mentre era alla guida del suo pickup e al suo fianco sedeva un «dipendente che vive nella mia stessa casa, mangia e lavora con me ogni giorno, dalle quattro del mattino fino a notte fonda» sottolinea Sanna. Multato anche il dipendente, perché anche lui era sprovvisto di mascherina. Due sanzioni, insomma: 373,34 euro da moltiplicare per due. Con le due mascherine poggiate sul cruscotto dell’auto «perché avevamo appena finito di mungere le pecore». «Nel nostro ovile a due passi da qui» ha cercato di spiegare Gigi Sanna al poliziotto che lo aveva fermato in un posto di blocco subito dopo la galleria di Mughina, in via Amstrong, a una manciata di metri dall’anfiteatro comunale De André.

«Ero esasperato, non basta il disastro economico che stiamo subendo, ci mancava solo quella multa ingiusta» ribadisce Sanna, a bocce ferme nel suo regno incantato di Badde Manna, tra querce secolari e la Fattoria Istentales. Il giorno dopo il suo gesto clamoroso il telefono fisso squilla continuamente, i cellulari lo stesso. Chi lo chiama vuole capire cosa è successo esattamente per non dare spago alla valanga di insulti piovuti attraverso i social. Insulti ma anche tanti complimenti per aver scoperchiato una pentola che ribolliva da troppo tempo. «Se c’è una cosa che non volevo, era che il mio gesto simbolico venisse frainteso – racconta ancora il fondatore e cantante della band agropastoralepoprock –. Ho sempre rispettato le regole e sia chiaro che la mascherina va sempre indossata, sopratutto in auto quando si viaggia con persone che non fanno parte del proprio nucleo familiare. Nel mio caso, invece – spiega il leader degli Istentales –, la persona in auto con me, uno dei miei dipendenti, vive a casa mia, facciamo colazione insieme, lavoriamo insieme, pranziamo e ceniamo insieme, vive nella nostra casa. È praticamente un familiare, un congiunto. Ecco perché sono convinto che quel verbale era una ingiustizia vera e propria. Sono mesi che io e il mio dipendente non usciamo, lavoriamo per sopravvivere visto che è tutto fermo, agriturismo, fattoria didattica, palestra, piscina, anche se ora con la zona bianca abbiamo riaperto. Cosa dobbiamo fare? Quegli 800 euro di multa sono un sopruso, non è il valore in sé che conta: per questo presenterò regolare ricorso per le vie legali, mi appellerò al prefetto di Nuoro e chiederò l’intervento del presidente della Regione».

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