Badante di Lula a processo avrebbe derubato 90enne – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Badante “infedele” a processo perché avrebbe prelevato dal conto dell’anziana che assisteva da un anno, la somma di circa 7mila euro. Ieri mattina sul banco dei testimoni la persona offesa, una signora 90enne di Lula, Maria Grazia Ladu che si è costituita parte civile con l’avvocato Basilio Brodu. Rispondendo alle domande del pubblico ministero Alberto Pinna, la pensionata, con grande lucidità, ha raccontato al giudice Falchi Delitala, del legame che aveva con l’imputata, Carmen Calia (difesa dall’avvocata Emilia Fois), che per tutto il 2018 aveva lavorato per lei. «Era una di casa – ha detto l’anziana – avevo totale fiducia nei suo confronti. Sono invalida e avevo bisogno di una persona che pulisse casa e mi aiutasse a lavarmi. Per due volte le avevo chiesto di accompagnarmi a prelevare dei soldi. Io tenevo il codice pin scritto in un foglietto e, naturalmente, glielo avevo dettato». Secondo l’accusa, la badante da quel momento avrebbe approfittato della situazione e prelevato somme svariate volte. Ad allarmare la 90enne, i familiari che avevano notato prelievi continui dal conto della madre. «Mio figlio – ha detto la nonnina – mi aveva chiesto che ne facessi di tutti i soldi che stavo prelevando dal conto. Mi ero quasi sentita offesa. Poi però – ha aggiunto Maria Grazia Ladu – erano spariti anche seimila euro che custodivo dentro la cassaforte che tenevo chiusa. La chiave era nascosta, e per paura che qualcuno potesse entrare a casa, cambiavo spesso “nascondiglio”. Avevo capito che lei frugava e cercava di continuo. Mi rendevo conto da come trovavo i cassetti. Senza dirle nulla – ha continuato l’anziana – avevo presentato denuncia ai carabinieri, ma speravo di coglierla con le mani nel sacco. Aveva smesso all’improvviso di tornare a casa. Addirittura non è venuta a ritirare neppure l’ultima mensilità». Il difensore dell’imputata ha cercato di smontare l’impianto accusatorio chiedendo all’anziana se avesse prelevato soldi solo in compagnia della badante, oppure se altri fossero a conoscenza del codice di accesso al suo conto. «Lei non ha mai dato soldi a suo figlio?», ha chiesto l’avvocata. «È capitato che sia andata a prelevare con lui ma – ha risposto la donna – non ho dubbi sul fatto che non abbia bisogno dei miei soldi». È mai stata chiamata dagli inquirenti per fare un riconoscimento? Ha continuato da difesa. «No» ha replicato la nonnina.

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