Attentato fallito, caccia ai responsabili – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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GALTELLÌ. È partita la caccia all’uomo per trovare i responsabili che nella notte tra sabato e domenica non hanno esitato ad entrare in azione proprio nel giorno della festa più sentita dalla comunità di Galtellì. In paese si festeggiava infatti la ricorrenza dedicata al santissimo Crocefisso, un momento solenne che dovrebbe essere di preghiera e fratellanza per tutti. Non per chi ha voluto mandare un pesante messaggio intimidatorio al vicesindaco del paese, il geometra Franco Solinas. Un ordigno esplosivo è stato posizionato davanti all’abitazione dove il giovane amministratore, che nella giunta presieduta dal sindaco Giovanni Santo Porcu ha le deleghe ai Lavori pubblici, patrimonio e viabilità rurale, vive assieme alla moglie e ai due figli piccoli. Una bomba che forse per un difetto della miccia non è esplosa, è stata posizionata nella notte tra sabato e domenica davanti al portone di casa. Solo il mattino successivo un passante si è accorto dello strano involucro posto sull’uscio della famiglia Solinas e ha dato l’allarme richiamando l’attenzione del vicesindaco e dei vicini. La zona è stata immediatamente transennata dai carabinieri del paese che hanno fatto intervenire gli artificieri che hanno eseguito i rilievi. Nessun dubbio che si trattasse di un ordigno pronto ad esplodere e che, una volta innescato, avrebbe sicuramente provocato gravissimi danni alla casa, una villetta che si affaccia su via Mazzini quasi al centro del paese della bassa valle del Cedrino. Dall’involucro fuoriusciva una miccia consunta dalle fiamme, segno evidente che chi ha architettato e messo in atto l’azione criminosa, aveva intenzione di provocare un esplosione che poteva portare a gravissime conseguenze per gli abitanti della casa. La bomba posizionata sul gradino d’ingresso per fortuna non è esplosa perché la miccia si è spenta (o è stata fermata) prima che le fiamme potessero raggiungere il detonatore. Tra le ipotesi, sia quella che il forte vento della notte abbia spento l’innesco, sia che l’ordigno fosse difettoso. Non è neppure escluso che siano stati gli stessi attentatori a voler inviare solo una pesante intimidazione disattivando volutamente il congegno esplosivo. Qualsiasi cosa sia successa quella notte, nulla toglie alla gravità di un gesto che ha destato unanime condanna in paese. Decine e decine le telefonate di solidarietà da tutta la Sardegna giunte a Franco Solinas. Ad attivarsi soprattutto i suoi compaesani con messaggi di vicinanza. Unanime la solidarietà da parte dei colleghi di maggioranza e minoranza. Il vicesindaco è considerata una persona disponibile al dialogo ed impegnata per la crescita del paese. La sua attività di amministratore pur essendo apprezzata da tanti compaesani, per assurdi motivi che stanno cercando di chiarire i carabinieri della stazione di Galtellì e della compagnia di Siniscola, potrebbe aver portato qualcuno a un gesto così sconsiderato.

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