Associazioni, malati e volontari incatenati davanti all’ingresso – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. “Ridateci l’hospice”. C’è chi lo ha scritto nei cartelloni e chi nelle magliette, c’è chi si è incatenato e chi è rimasto in silenzio con le braccia conserte. Sono i malati dell’associazioni “Vivere a colori” e i volontari della onlus “Kairos- amici dell’hospice” che, ieri pomeriggio alle 17, si sono dati appuntamento di fronte alla struttura dello Zonchello per chiedere la riapertura del reparto di degenza che ospita dieci posti letto.

Una decisione presa lunedì scorso quando, dopo l’annuncio della Assl nuorese, si è capito che la scadenza non sarebbe stata rispettata e che i letti dell’edificio sarebbero rimasti vuoti chissà per quanto. «Abbiamo voluto dare un segnale forte per ribadire l’importanza di questo servizio. Noi che facciamo volontariato dentro queste mura, sappiamo quanto sia importante alleviare le sofferenze di chi sta per lasciarci e dei loro familiari» dice Giuseppina Raggio, presidente di Kairos. L’altra faccia della protesta è quella dei tanti malati oncologici che hanno deciso di incatenarsi e lo hanno fatto in una girandola di cartelloni coloratissimi dopo aver fatto sventolare le lenzuola bianche, diventate il loro simbolo, per tutta la città e la provincia. «Non possiamo permettere che l’hospice rimanga ancora chiuso. È un insulto a chi soffre, noi faremo sentire la nostra voce sino a quando la situazione non si sbloccherà» commenta Marilena Pintore, a capo di “Vivere a colori”. Quest’ultima iniziativa si somma alle durissime prese di posizione dei rappresentanti politici e istituzionali del territorio che non hanno risparmiato critiche ai vertici di Regione e Ats-Assl .(g.f.)

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