Asse Sardegna-Abruzzo per i danni in agricoltura

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NUORO. L’asse Sardegna-Abruzzo sul quale sta nascendo una startup destinata a rivoluzionare l’approccio ai danni in agricoltura conseguenti ai fenomeni atmosferici, passa per l’ospedale San Francesco e per il tema del digital divide. La ragione è che nei giorni scorsi il geologo abruzzese Massimiliano Pilone, titolare della società Tecnologiepm, ha donato ha donato all’ospedale San Francesco due stazioni operative, composte da due tablet e le connessioni per due anni, nel corso di un evento in streaming sul tema del divario digitale, con il quale in tempi di Covid ci si è trovati a fare i conti. Il coinvolgimento della Tecnologiepm è legato al fatto che Pilone sta prendendo parte alla realizzazione della startup, che avrà solide radici nell’isola. La startup si chiama Re.Cover, si sta costituendo a Cagliari e sarà validata dal CrS4 nella sua parte di ricerca scientifica. L’ambito di sviluppo sarà appunto un sistema in grado di intervenire in caso di fenomeni quali grandine, gelate o colpi di calore che hanno le peggiori ripercussioni sul sistema agricolo. «Fenomeni che fino a ora sono stati affrontati prevalentemente a livello assicurativo, mentre lo scopo è quello di prevenirli e intervenire mettendo a copertura le coltura, in modo da garantire sia la produzione che la presenza nei mercati», sottolinea Rita Oggianu, specializzata in network per aggregare facilitatori di impresa e parte attiva nella creazione della startup. Il collegamento tra l’Abruzzo e la Sardegna nasce dalla collaborazione finalizzata alla nascita della startup, mentre la donazione delle stazioni tecnologiche ha uno stretto legame con l’attualità. «Pilone è rimasto colpito dall’alluvione di Bitti. Ecco perché per la donazione si è scelto, in Sardegna, l’ ospedale di Nuoro, perché più vicino a Bitti – spiega Oggianu – Peraltro Pilone, da geologo, mette a sua dispozione la professionalità e la struttura della sua società, per affiancare, a titolo gratuito, i professionisti che lavoreranno alla messa in sicurezza del territorio di Bitti dal rischio idrogeologico». Contemporaneamente alla donazione al San Francesco, anche l’ospedale di Pescara ha ricevuto due stazioni tecnologiche.

Come si svilupperà la start up? In laboratorio sarà messo a punto un sistema scientifico e tecnologico che riprodurrà gli eventi meteorologici. Saranno utilizzati modelli matematici e algoritmi, e sarà realizzata una sorta di balck box capace di prevedere, con un anticipo di 5-10 minuti, il fenomeno atmosferico. Seguirà un sistema meccatronico di copertura capace di estendersi per superfici molto ampie, e quindi in grado di coprire e preservare le colture. Tra i primi ambiti di applicazione ci dovrebbe essere quello viti-vinicolo.

«È un investimento in tecnologia e saperi che avrà importanti ripercussioni nella Sardegna, ma anche fuori, perchè questo modello ovviamente potrà essere esportato ovunque», sottolinea ancora Rita Oggianu. «L’amministratore del CrS4, il professor Giacomo Cao, fin da subito ha sposato il progetto e ha messo a disposizione struttura e competenze», conclude Rita Oggianu. Poi, una volta conclusa la ricerca, bisognerà tradurre in strumenti concreti i risultati della start up.

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