Arzana, nel covo anche due cellulari: nel 2005 un altro blitz – Pescheria di via Tirso – Tortolì

  • di

ARZANA Due cellulari di vecchia generazione – nessun accesso a internet, zero connessioni – ma con ancora la scheda all’interno. Alcuni sacchetti marron, anche questi vecchio stile, quelli usati nelle botteghe per infilarci i panini fatti fare sul momento. Erano, con alcuni proiettili calibro 7,65, coperte e un paio di stampelle in legno, nel covo di vico San Vincenzo 1, scoperto due giorni fa dai carabinieri di Arzana e Lanusei e dai cacciatori di Sardegna nel blitz nella grande casa rosso mattone, di proprietà della famiglia Balzano. Un covo “freddo”, come si usa dire: chi lo ha occupato è andato via da un po’. Ma si è lasciato dietro tracce molto, molto interessanti. Per ora il nome più gettonato quale inquilino è quello del superlatitante ogliastrino Attilio Cubeddu: questioni di contiguità ambientale e investigativa. Sparito il 7 febbraio 1997, ora nella top sei nazionale dei latitanti. Le forze dell’ordine non hanno mai smesso di cercarlo, anzi. Nella casa di vico San Vincenzo, nel 2005 c’era stato un altro blitz dei carabinieri. I Balzano sono un nome di peso negli ambienti criminali ogliastrini. Sedici anni fa qualcuno aveva segnalato attorno alla casa la presenza di Angelo Balzano, allora latitante per un omicidio e attualmente sotto processo a Cagliari per una serie di fatti di cronaca, a partire dalla rapina all’armeria di Capo Bellavista per arrivare all’omicidio di Marco Ferrai e dei suoi genitori Nino Ferrai e Mariangela Bangoni. Ma quel covo non era stato trovato. La botola di accesso è mimetizzata, si nota soltanto una imperfezione nel pavimento.

Articolo completo e altri servizi nel giornale in edicola e nella sua versione digitale

– Guarda le Offerte della Pescheria di via Tirso – Tortolì

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *