«Apri e chiudi, solo danni» Ristoratori e baristi delusi – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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TORTOLÌ. Per tanti gestori e proprietari di bar «sarà un altro duro colpo da digerire sotto il profilo economico». Ma la maggior parte temeva la “retrocessione” in zona arancione. Nella cittadina, i bar hanno lavorato molto bene nelle tre settimane in cui l’isola è stata zona bianca. Da domani si torna al solo asporto e alle consegne a domicilio. In pieno centro, nel viale monsignor Virgilio al Mood Café Cakes& Drinks, il titolare (da due mesi), Daniele Salerno, fa una disamina della situazione. «Ho come la sensazione – spiega – che con questa decisione abbiano voluto evitare che la situazione Covid-19 potesse peggiorare con gli arrivi dall’esterno isola. Sarebbe stato più giusto continuare a stare in zona gialla, come eravamo, senza passare alla bianca. Da lunedì riprenderemo con l’asporto, sperando che i clienti continuino a uscire per un caffé, un pasticcino o altro». Proprio di fronte, all’inizio della via Tirso, Loris Deiana di Inue Cafe&Bistrot è scettico. «Non so se lunedì riaprirò o meno per l’asporto – afferma – devo riflettere. È una brutta situazione, che non so dove porterà la nostra categoria. Quando sembrava che stessimo vedendo l’uscita dal tunnel, “retrocediamo di due categorie” in arancione, considerato che la gialla, quantomeno fino a Pasqua, non esiste più. Nutro molte perplessità sul futuro, considerato che se anche dovesse andare tutto per il meglio, prima della settimana successiva a Pasqua non si potrà tornare a essere zona bianca». Sempre in centro, nella via Umberto, Massimiliano Mameli del bar-ristorante-pizzeria “Il Drago Rosso” commenta con sincerità: «In tanti temevamo il passaggio in zona arancione. C’erano stati diversi segnali negli ultimi giorni. Sarebbe stato necessario, a livello sardo, non abbassare la guardia. Sarebbe stato meglio rimanere in zona gialla. Da lunedì, per quanto attiene il bar, ripartiremo con il solo asporto al mattino e al pomeriggio. L’asporto lo faremo nei fine settimana anche con la pizzeria e il ristorante».

Nel viale monsignor Virgilio, Fabrizio Annarumma, titolare del bar Café Noir, ritiene non giusta questa retrocessione. «Da lunedì – rimarca – ripartiremo con l’asporto, ma questo continuo oscillare fra diverse zone, ci sta creando fortissimi problemi. Non so cosa potrà accadere». Salvatore Littarru, uno dei due titolari del bar “Il Punto d’incontro” è realista. «Occorreva stare molto più attenti – sostiene – ma mentre in tanti abbiamo rispettato tutti i protocolli, altri aggiungevano sedie e tavoli. E questo ci ha portati a questa situazione. Lunedì apriremo per l’asporto, sperando di potere fare qualcosa per pagare i costi fissi». In via Pirastu, dal Bar Ferreli fanno sapere che lunedì effettueranno l’asporto ma solo fino alle 14: «Questi continui apri e chiudi ci stanno creando grandissimi problemi. Non si doveva passare in zona bianca, ma stare in quella gialla».

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