Appello per salvare la casa degli artisti Pirari Varriani – Pescheria di via Tirso – Tortolì

  • di

NUORO. «Mettete i residenti in condizione di vivere in sicurezza ma preservate la memoria storica della famiglia Pirari Varriani». È unanime la voce di chi in città si occupa di cultura a seguito della segnalazione dei residenti di via Ferracciu che pochi giorni fa hanno denunciato la grave situazione di pericolo e igienico-sanitaria riguardante il mastodontico immobile appartenuto alla famiglia di artisti protagonista delle vicende artistiche della Nuoro tra ‘800 e ‘900.

L’immobile, che è proprietà di privati e che versa in grave stato di abbandono, è stato già segnalato agli organi competenti e proprio l’assessore comunale ai Lavori pubblici Fabrizio Beccu aveva manifestato la volontà di tutelarne almeno l’interesse storico e culturale anche a costo di realizzare al suo posto uno spazio aperto dedicato alla famiglia di artisti.

«Le case storiche non si toccano – ha affermato il direttore della fondazione Premio Grazia Deledda, Antonio Rojch –. Sono del tutto contrario alla demolizione per la realizzazione di una piazza. La casa è simbolo della vita stessa degli artisti e proprio quella va restaurata o quantomeno messa in sicurezza. Una casa come quella, appartenuta ad artisti che sono stati protagonisti dell’intera epoca dell’Atene sarda va restaurata anche perché serve ad aprire una stagione di recupero della memoria storica della famiglia Pirari Varriani della quale è opportuno cominciare un’opera di valorizzazione in merito alla massiccia produzione artistica». «Non soltanto il privato ma anche il Comune deve lavorare per preservare questi ambienti che sono la venatura storica della città – ha affermato lo studioso Ugo Collu –. Bisogna che si trovi una soluzione che coinvolga le due realtà affinché non si debba fare a meno, ancora una volta, di un luogo identitario per la città di Nuoro».

Secco “no” anche da chi la famiglia Pirari Varriani l’ha vissuta da vicino: «Ma quale piazza? la casa va tutelata e protetta: c’è un bagaglio storico culturale da preservare – ha affermato la fotografa Maria Carmela Folchetti, figlia di Carmelo, amico e allievo in fotografia di Piero Pirari Varriani –. Di questa Nuoro cosa rimane? Purtroppo troppi edifici storici sono stati abbattuti o snaturati. È importante tutelare i residenti e la cittadinanza ma è di fondamentale importanza preservare l’identità culturale e storica. Mettiamoci una mano sulla coscienza».

E ancora, l’ex sindaco di Nuoro Annico Pau: «Non ho alcun dubbio sul fatto che vada preservata la memoria di questa famiglia. La casa va valorizzata – ha detto – perché sia Piero Pirari Varriani che il fratello Antonino sono personalità di spicco della nostra Nuoro e vanno riscoperti e riportati alla luce. Nuoro ha già fin troppe piazze». A favore di una opportuna conservazione del bene anche le menti più giovani: «Già troppo si è perso negli anni ‘60 e ’70 del secolo scorso – dice il ricercatore Salvatore Pinna –. È necessario conservare il poco che è rimasto. Certamente la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto, e per questo sarebbe lodevole, da parte di chi ha le competenze, accedere a fondi per il restauro conservativo dei beni immobili storici, ultimi testimoni di un passato che rischia di essere studiato solo attraverso i libri».

Poi la professoressa Claudia Porcu: «Io sono sempre per preservare le costruzioni storiche ove è possibile. L’idea più utile sarebbe quella di rendere quel bene uno spazio fruibile alla cittadinanza. In quella casa devono farci rivivere la bellezza delle opere di Piero e Antonino Pirari Varriani che meritano un posto nella hall of fame dell’Atene sarda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

– Guarda le Offerte della Pescheria di via Tirso – Tortolì

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *