Apertura hospice, l’Assl attesa alla prova dei fatti – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. La Assl di Nuoro è attesa alla prova dei fatti: l’annuncio di Gesuina Cherchi sulla prossima riapertura dell’hospice serve appena a stemperare un clima infuocato ma non basta a rasserenare gli animi di chi si è battuto per garantire ai pazienti in fine vita l’assistenza necessaria. «Ho appreso che la commissaria straordinaria avrebbe trovato la soluzione per la riapertura della struttura grazie allo sblocco della graduatoria dell’Aou di Sassari. Se così fosse – osserva la deputata Mara Lapia –, dopo le mie innumerevoli e sinora inascoltate denunce, sarebbe davvero un’ottima notizia per le persone affette da malattie incurabili e le loro famiglie. Questo, a patto che le assunzioni dei due pneumologi destinati alle Cure palliative siano definitive e non a tempo determinato».

Per Lapia, che in diverse occasioni (a Montecitorio ma anche alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità e al commissario Ats) aveva denunciato le carenze d’organico «rimane il grande rammarico per le troppe giornate di interruzione nell’assistenza ai pazienti in fine vita. Con un intervento tempestivo, si sarebbero potute evitare inutili sofferenze a tante persone. Continuerò a vigilare affinché quanto annunciato dalla commissaria Cherchi si traduca in realtà».

Ad attendere l’arrivo degli specialisti ci sono anche i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil. «Fiduciosi, vogliamo sperare che non sia la solita enunciazione di principio, ma un impegno da realizzare immediatamente. Tenere aperto questo servizio è fondamentale per i pazienti che affrontano l’ultima fase della vita e hanno diritto di farlo nella maniera meno dolorosa e con tutto il conforto possibile e con sollievo delle famiglie» sottolineano i segretari Gianfranco Mussoni, Pietro Bassu e Massimina Puddu che ribadiscono la volontà, non appena cesseranno le restrizioni anti-Covid, di promuovere una mobilitazione generale sulla sanità nuorese.

A tenere alta l’attenzione sul destino della struttura dello Zonchello ci pensa anche l’associazione “Vivere a colori” che conta tanti malati oncologici e da domani riprende la mobilitazione a Nuoro e provincia con quello che è diventato un simbolo della lotta civile in nome del diritto alla salute: il lenzuolo bianco steso al balcone in segno di protesta contro la chiusura dell’hospice. «Non intendiamo tacere – dice la presidente Marilena Pintore – ma, con determinazione, chiediamo un tavolo immediato che coinvolga il mondo dell’associazionismo per denunciare l’indolenza delle istituzioni complici del decadimento sanitario nuorese. Vogliamo che venga restituito pieno valore al diritto alla salute, concepito in un’ottica olistica, che considera il malato nella sua globalità, inclusa la sofferenza, e assicuri ad ogni paziente ed alla propria famiglia una migliore qualità di vita. È ora di dire basta allo smembramento del polo sanitario nuorese».

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