All’Itc Chironi la lezione con la ministra Cartabia – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Un faccia a faccia con la ministra della Giustizia Marta Cartabia di oltre mezz’ora, per affrontare temi scottanti inseriti nell’agenda politica anche di questo governo. Sicuramente un incontro da ricordare quello che si è svolto ieri mattina nell’Istituto Chironi di Nuoro, che ha coinvolto un centinaio di studenti all’interno dei percorsi di educazione civica “Giustizia al centro”. Ad organizzare l’appuntamento il Dipartimento di diritto ed economia della scuola, guidato dal professor Marco Sanna, impegnato a sviluppare un atteggiamento favorevole all’educazione civica tra i giovani.

L’istituto nuorese è uno dei cinque sardi che hanno aderito all’iniziativa nazionale che complessivamente coinvolge oltre seimila studenti. Una partecipazione particolarmente attiva quella dei ragazzi di via Toscana sensibilizzati sui temi cardine di educazione civica e sui loro diritti doveri di cittadini in fieri. Uno stimolo maggiore e un’emozione particolare c’è stato per l’onore di ospitare in collegamento streaming la ministra della Giustizia Marta Cartabia, per un confronto per niente semplice su alcuni argomenti che ancora dividono e fanno discutere, come lo era appunto quello di ieri all’ordine del giorno tra studenti e la titolare del ministero.

Si è parlato e sono stati approfonditi infatti i diversi rivoli di giustizia, libertà, giustizia riparativa, entrando anche nel grande contenitore dei diritti e doveri individuali e collettivi. La giornata ha visto come protagonisti gli studenti che al termine di un breve intervento della ministra, hanno preso la parola, con varie domande sugli argomenti all’ordine del giorno. «Il nostro istituto si è soffermato sul tema principale della giornata, ovvero la giustizia riparativa, rivolgendo cinque domande alla ministra – ha detto Sanna – . Gli studenti della terza in Relazioni Internazionali hanno chiesto se la giustizia riparativa dà un’effettiva risposta alle ingiustizie. Poi come funzionasse realmente e se si supera la logica della vendetta, quali sono le regole e se i cittadini sono correttamente informati sull’esistenza dei percorsi di giustizia alternativa. E ancora, perché la vittima e il reo dovrebbero voler partecipare a un percorso alternativo alla pena».

La ministra, incalzata dai ragazzi, non si è ovviamente sottratta al confronto. Anzi, ha fornito risposte esaustive e puntuali soprattutto su come il nostro governo ha reagito allo stato di emergenza, sulla gerarchia di valori contenuti nella nostra Costituzione, e soprattutto sul rapporto tra diritti individuali e collettivi, previsti dalla Costituzione.

Alla conclusione dell’incontro la soddisfazione degli studenti e dei docenti era palpabile. Anche alla “periferia dell’Impero” si possono fare le cose bene secondo un criterio di eccellenza che non conosce penalizzazioni geografiche. «Questa giornata è il risultato di un’azione costante del nostro istituto che pone le materie giuridico economiche al centro del progetto didattico complessivo, abbiamo ritenuto fondamentale incentivare e approfondire le conoscenze sul tema dell’educazione civica, elevata recentemente al rango di vera e propria materia curricolare», ha rimarcato il docente. «Riteniamo che l’educazione civica intenda assicurare agli studenti soprattutto la conoscenza dei loro diritti e delle loro responsabilità di cittadini; che sappiano cosa un cittadino può richiedere alle istituzioni pubbliche, quali sono le nostre responsabilità nei confronti degli altri», ha concluso Marco Sanna.

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